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Vita in Campagna
Presentazione I nostri consigli



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Tappeto erboso. In questo periodo le condizioni climatiche e la disponibilità d’acqua nel terreno si ripresentano favorevoli, il tappeto erboso manifesta una rapida ripresa vegetativa ed il suo colore riprende i bei toni della passata stagione primaverile. Per mantenere il manto erboso in condizioni ottimali è necessario tagliare l’erba mediamente una volta alla settimana ricordandovi di abbassare l’altezza di taglio, poiché non c’è più il rischio che la delicata zona del colletto (zona dove le radici si inseriscono sul fusto) dell’erba venga danneggiata dal sole.
Come sostenere la ripresa vegetativa del tappeto erboso. Effettuate una concimazione con un prodotto specifico per tappeto erboso, attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta, da distribuire nelle zone più fresche nella seconda metà di settembre, in quelle più calde invece nella prima metà di ottobre.
È questo il momento giusto per rimediare ai diradamenti del tappeto erboso dovuti a varie cause (malattie, stress, siccità, ecc.). Dedicatevi quindi al recupero di tutte le aree diradate o danneggiate che devono essere traseminate o completamente riseminate, come pure all’eventuale semina (VEDI FOTO A) di un tappeto erboso di nuova realizzazione.

 
A- Tappeto erboso. La semina del tappeto erboso può essere eseguita con una macchina seminatrice specifica (1), oppure mediante distributori a caduta gravitazionale (2) o a distribuzione centrifuga (3). I migliori risultati si ottengono con la seminatrice specifica: il seme viene collocato a pochi millimetri di profondità in file distanti centimetri 2-2,5. Con i distributori invece il seme viene sparso in superficie e dopo la semina è necessario rastrellare il terreno per farlo aderire al seme o distribuire uno strato di 3-4 millimetri di terra affinata

Piante annuali, biennali e perenni. I fiori delle piante annuali, biennali e perenni, dopo aver dato ricche fioriture, appaiono stanchi alla fine del grande caldo, ma le prime piogge di settembre e le giornate più fresche possono rappresentare una seconda primavera.
Semplici consigli affinché le vostre piante annuali, biennali e perenni fioriscano sino ai primi freddi. È il momento ideale per incoraggiare le piante a un nuovo slancio: sarchiate le aiole o le bordure, eliminate le infestanti, rompete la superficie del terreno che si fosse indurita, spargete del concime, attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta, togliete i fiori appassiti. In settembre si rende necessaria un’intensificazione degli interventi di diserbo manuale nelle bordure miste, interventi che devono rimanere costanti fino a fine ottobre.
Provvedete ad effettuare la divisione dei cespi delle erbacee perenni. Da metà settembre a metà ottobre si può effettuare la divisione dei cespi delle erbacee perenni. Questa semplice operazione risponde a due esigenze fondamentali. La prima è quella di ringiovanire i cespi invecchiati, eliminando le porzioni centrali troppo lignificate e selezionando i germogli laterali più vigorosi. Da questo intervento trae notevole beneficio un gran numero di erbacee perenni, sia in termini di vigore vegetativo sia in termini di generosità di fioritura. Per alcune specie, in particolare, le divisioni periodiche risultano assolutamente indispensabili (è il caso, per esempio, dei classici Aster settembrini). In secondo luogo la divisione del cespo permette di moltiplicare indefinitamente una varietà ottenendo individui assolutamente identici da ogni punto di vista alla pianta di partenza. Questa opportunità, oltre a consentire un notevole risparmio rispetto all’acquisto di nuovi esemplari, risulta particolarmente preziosa se per qualche motivo ospitate nel vostro giardino una varietà difficile da reperire sul mercato. La moltiplicazione per divisione del cespo può essere effettuata su tutte le perenni a sviluppo cespitoso o con radici rizomatose o, comunque, su tutte quelle che tendono a emettere nuovi germogli direttamente da gemme radicali sotterranee. L’operazione può essere effettuata anche in marzo-aprile, ma la divisione in ottobre è senz’altro più indicata per tutte le specie a fioritura primaverile. Nelle regioni settentrionali è meglio non ritardare troppo l’intervento, in modo che la cicatrizzazione dei tessuti radicali sia completata in anticipo sulle prime gelate.
Irrigazione. In caso di persistente siccità durante il mese di settembre è bene continuare ad irrigare con regolarità, soprattutto a sostegno delle piante in piena fioritura.
Le ruggini sono le malattie più comuni del periodo: ecco cosa fare. Le malattie più comuni del periodo sono le ruggini in quanto le condizioni di elevata umidità relativa dell’aria e la prolungata bagnatura della vegetazione fogliare per le abbondanti rugiade notturne favoriscono lo sviluppo delle infezioni. Sui crisantemi si sviluppano le prime infezioni di ruggine bianca (Puccinia horiana, VEDI FOTO B), facilmente riconoscibile per le pustole biancastre dall’aspetto ceroso. Alla comparsa delle prime pustole intervenite con bitertanolo-45,5 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta e ripetendo il trattamento dopo 8-10 giorni. Questo prodotto che può essere utilizzato anche per contrastare lo sviluppo delle infezioni di mal bianco.
 

   B- Parassiti delle piante annuali, biennali e perenni. Vegetazione di crisantemo colpita da ruggine bianca (Puccinia horiana)


Bulbose e tuberose. In questo periodo dedicatevi alla scelta, all’acquisto e alla messa a dimora delle bulbose e tuberose a fioritura primaverile come crochi, narcisi, giacinti, muscari, ecc.
Il terreno più adatto alla coltivazione di queste specie deve essere di medio impasto, fertile e ben drenato per lo sgrondo dell’acqua. Non appena la temperatura del suolo scende al di sotto dei 15 °C, interrate bulbi e tuberi con le punte rivolte verso l’alto, ad una profondità pari al doppio o al triplo della loro altezza, a seconda della specie (vedi le indicazioni riportate sulle confezioni d’acquisto). Evitate di disporli in fila, ma cercate di creare piccoli raggruppamenti dall’aspetto il più naturale possibile. Dopo averli interrati e aver pressato leggermente il terreno, irrigate: nei mesi successivi la natura farà da sé.
Eliminate i fiori appassiti, ma lasciate intatto il fogliame. Le bulbose e le tuberose tardo-estive come dalie, canne e nerine stanno terminando la loro fioritura, mentre quelle più precoci come lilium e Anemone coronaria sono ormai giunte al completamento del loro ciclo vitale. Man mano che si esaurisce la fioritura eliminate i fiori appassiti, ma lasciate intatto il fogliame, che deve ingiallire e seccare naturalmente prima di essere rimosso.

Rosai. Le prime piogge di settembre e la temperatura più mite ridanno vigore alle rose che riprendono a fiorire. Le rose rifiorenti offrono in questo periodo una nuova e ricca fioritura e, se i cespugli sono stati curati durante tutta la stagione estiva (eliminazione delle rose sfiorite e dei selvatici), si presenteranno ora ordinati e contenuti in altezza. Se invece hanno un aspetto disordinato intervenite accorciando i rami troppo lunghi, al fine di ridare all’arbusto una forma aggraziata.
Ecco come ottenere nuovi rosai da talea. A settembre potete ottenere nuovi rosai tramite talea (VEDI DISEGNO).
Irrigazione. Se le piogge tardano ad arrivare e la temperatura si mantiene elevata non fate mancare acqua agli arbusti, sia vecchi che di recente impianto.
Concimazione. Se non lo avete già fatto a fine agosto concimate entro i primi 20 giorni di settembre con un concime specifico per rose (da impiegare attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta) e irrigate. Sospendete quindi le concimazioni, perché piante troppo vigorose al sopraggiungere di temperature rigide potrebbero subire danni.



Rosai.
A settembre potete ottenere nuovi rosai tramite la moltiplicazione per talea. Ecco come operare. Tagliate una porzione di ramo di 15-20 centimetri recidendola, sotto un nodo (1). Asportate le foglie terminali ed eliminate alla base quelle che verrebbero interrate (2). Prima di interrare le talee immergetene la base in un prodotto ormonale che ne stimoli la radicazione (come ad esempio Ormon) (3). Affondatele in un vaso con un miscuglio costituito per 1/2 di sabbia e 1/2 di terra da giardino e innaffiatele a più riprese in modo da tenere il miscuglio moderatamente umido (4). Quando le radici sono formate (dopo 50-60 giorni) piantate le barbatelle in singoli vasi di 12-14 centimetri di diametro (5). Nell’autunno del prossimo anno le potrete mettere a dimora in piena terra

Siepi, arbusti e alberi. Da questo momento in poi potete iniziare a preparare le buche per la messa a dimora di siepi, arbusti e alberi nel prossimo autunno. Lavorate quindi il terreno sino ad una profondità di circa 30-40 centimetri ed interrate stallatico maturo alle dosi di 4-5 chilogrammi per metro quadrato. Le temperature, ancora su livelli comunque abbastanza elevati, favoriscono la rapida decomposizione di questi materiali organici, rendendoli pienamente disponibili in autunno per i nuovi impianti.
Potatura. A settembre accorciate di circa 1/3 tutti quei rami che portano fiori appassiti di buddleia e oleandro; eliminate anche quei rami che si sono seccati nel corso dell’estate e gli eventuali polloni e succhioni presenti. Settembre è anche il momento ideale per dare una regolata alle siepi sempreverdi: pareggiate la vegetazione, stimolerete l’emissione di nuovi germogli nella parti più basse dei rami, che crescendo renderanno la siepe più folta. Non ritardate questo lavoro oltre la fine di settembre, per dare tempo alla nuova vegetazione di lignificare prima che sopraggiunga il freddo.
Ecco cosa fare se riscontrate aghi disseccati e tessiture simili a seta sulle punte dei rami di pino. In settembre, sulle punte dei rami di pino nero si possono riscontrare aghi disseccati e tessiture simili a seta prodotte dalle larve della processionaria (Thaumetopoea pytiocampa, VEDI FOTO C). Per questo insetto vige il decreto di lotta obbligatoria (Decreto ministeriale 30/10/2007), per cui le infestazioni vanno obbligatoriamente eliminate attraverso l’asportazione e la bruciatura dei nidi, o ricorrendo al trattamento con preparati commerciali di Bacillus thuringiensis var. kurstaki (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. In questo secondo caso, intervenite possibilmente durante le ore serali, onde prolungare l’attività dell’insetticida, e se piove ripetete il trattamento entro 3-4 giorni.
 

   C- Avversità di siepi, arbusti e alberi. Larve della processionaria (Thaumetopoea pytiocampa, 40 millimetri)

Piante in vaso da fiore. Se avete affidato le piante ad una persona esperta, al rientro dalle vacanze non dovete fare altro che continuare a concimarle e irrigarle come di consueto. Irrigate abbondantemente il terriccio in 2-3 passate, alla distanza di 3-4 minuti. Dopo uno-due giorni, prima che il terriccio si sia asciugato bagnatelo, aggiungendo all’acqua d’irrigazione un concime liquido specifico per piante da fiore.
Cosa fare se le piante si presentano in cattive condizioni. Se qualche pianta si presenta visibilmente in cattive condizioni eliminate da essa foglie secche, malate e/o rovinate dall’attacco di qualche insetto, nonché rami secchi e/o malati.
Limitate le irrigazioni. Con gli abbassamenti di temperatura notturni provocati dai temporali di fine estate, e con il veloce accorciarsi delle giornate, le piante necessitano di irrigazioni meno frequenti e meno abbondanti.
Concimazioni. Se avete belle piante e desiderate continuare a godere della loro bellezza, dovete continuare a concimarle come in estate; l’unica differenza è che bagnandole meno le concimerete automaticamente meno, sempre però due volte la settimana. Abituatevi a concimare le piante ad ogni irrigazione, aggiungendo all’acqua del concime liquido specifico per piante da fiore dimezzando la dose indicata in etichetta.

Piante d'appartamento. Sul finire del mese di settembre, nelle regioni settentrionali, la temperatura delle ore notturne comincia ad abbassarsi, in particolar modo se ci sono state piogge prolungate; è quindi giunto il momento di riportare in casa le piante che avete portato all’esterno nei passati mesi. Nelle regioni centro-meridionali potete aspettare ancora qualche settimana, quando, però, la temperatura comincerà a diminuire e a portarsi sotto i 15 °C, dovrete affrettarvi ad eseguire questa operazione. Durante l’estate le piante poste all’esterno si saranno rinvigorite ed avranno abbondantemente vegetato; riportarle in casa, in condizioni di minore luminosità, potrà causare la perdita di alcune foglie.
Ecco cosa fare in questo mese. Approfittate di questo momento per eliminare dalle piante foglie ingiallite, se presenti, o danneggiate; è anche conveniente fare loro una bella doccia: in questo modo toglierete l’eventuale polvere che si è depositata sulle foglie durante l’estate.

 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


OrtoOrto Torna alla presentazione

I lavori da eseguire nell'orto in settembre. In questo mese i lavori nell’orto sono ancora assai numerosi ed impegnativi, quasi come in primavera avanzata e nella prima parte dell’estate. Al Nord sono necessari minori interventi irrigui poiché le temperature si abbassano progressivamente ed è possibile che si verifichino precipitazioni anche abbondanti. Ma se le piogge scarseggiassero o fossero assenti, irrigate regolarmente riducendo però la quantità d’acqua rispetto ai mesi precedenti.
Controllate che i sostegni delle colture (pomodori, melanzane, fagioli e fagiolini rampicanti, ecc.) siano ancora solidi e che compiano la loro funzione fino al termine delle raccolte.
Iniziate o continuate a porre in bianco alcuni ortaggi (indivia riccia, scarola, porro, radicchio trevigiano precoce, ecc.) che necessitano spesso di venir sottoposti a questa tecnica prima di essere consumati.
Proseguite poi con le raccolte dei numerosi e abbondanti prodotti dell’orto e dedicatevi alla loro conservazione per usufruirne nei mesi invernali.
Quando concimate in copertura, non esagerate mai nelle quantità impiegate tanto che adoperiate concimi chimici che organici, specialmente nelle colture di secondo raccolto (come cavoli, radicchi, ecc.) che dovranno affrontare i periodi freddi. Tenete inoltre costantemente pulite le aiole dalle erbe infestanti.
Ortaggi in coltura protetta. Prima di installare le protezioni, il lavoro più importante è il controllo della tenuta delle strutture e dei teli di copertura.

Fagiolo e fagiolino. Pulite le aiole dalle piante infestanti, se necessario irrigate e raccogliete fino a ottobre inoltrato.

Lattuga da cespo e da taglio. Raccogliete, in settembre, le ultime piante delle varietà estive e quindi iniziate ad utilizzare quelle autunnali, tipo Trocadero (cappuccina), Iceberg (Brasiliana), ma anche Romana e specialmente Gentilina (molto adatta per i piccoli orti). Seminate la lattuga da taglio di preferenza a file, in piena aria per tutto settembre ed anche in ottobre, se in seguito collocherete sulle aiole delle protezioni. Irrigate con molta prudenza. Dalla fine di settembre potete iniziare le raccolte pure delle lattughe da taglio, semine effettuate nella seconda metà di agosto (VEDI FOTO D).

   D- Lattuga da taglio. Da fine settembre iniziate a raccogliere le lattughe da taglio

Melanzana, peperone, pomodoro. Pulite le aiole dalle piante infestanti, effettuate le ultime concimazioni in copertura (settembre) e irrigate, preferibilmente per scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi oppure a mezzo di manichette forate. Continuate a legare ai tutori e a tenere sempre ben sorrette le piante, specialmente quelle di pomodoro.
Cosa fare se le piante di pomodoro sono attaccate da peronospora. In questo periodo le piante sono generalmente esposte ai rischi di forti e devastanti attacchi di peronospora (Phytophthora infestans, VEDI FOTO E), conseguenti alle piogge e soprattutto alla prolungata bagnatura della vegetazione per effetto delle abbondanti rugiade notturne. Cercate di mantenere costantemente protette le piante dalle infezioni ricorrendo ad interventi settimanali con preparati a base di rame caratterizzati da un tempo di sicurezza di appena 3 giorni (ad esempio Basiram L-Gowan-Italia, irritante, Cuproxat SDI-Sipcam, non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Questi prodotti riescono a proteggere le piante anche da altre malattie fungine quali septoriosi (Septoria lycopersici) e alternariosi (Alternaria porri forma solani).
Frequenti e fastidiose, in questo periodo, sono le infestazioni della cimice verde (Nezara viridula), le cui punture impartiscono alle bacche un disgustoso odore. Nei confronti della suddetta potete intervenire con deltametrina-1,63 (irritante), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Talora è necessario ripetere il trattamento in quanto le piante sono esposte a nuove invasioni di cimici provenienti dall’ambiente limitrofo.

   E- Avversità sul pomodoro. Foglie di pomodoro affette da peronospora (Phytophthora infestans)

Patata. In settembre di solito le raccolte si effettuano soprattutto in località di collina e di montagna mentre, di regola, in pianura padana sono già ultimate. Sorvegliate i tuberi conservati in magazzino perché la presenza di qualche patata guasta potrebbe provocare ulteriori marciumi. Se lo ritenete opportuno, in rapporto anche alle vostre necessità e agli usi che ne fate, suddividete le patate a seconda delle loro dimensioni (piccole, medie, grosse).

Radicchio e cicoria. Seminate, preferibilmente a file, varietà da taglio e da cogliere e trapiantate. Pulite le aiole dalle piante infestanti e concimate in copertura le varietà da cespo, ma unicamente in terreni poco fertili e con piccole quantità di concimi azotati (ad esempio con nitrato ammonico-26, alla dose di 6-7 grammi per metro quadrato, da distribuire altre due-tre volte). Dopo la distribuzione in copertura interrate i concimi a mezzo di una leggera zappatura o di una estirpatura superficiale. Se coltivate il radicchio trevigiano precoce potete iniziare la legatura delle piante più sviluppate solo quando le foglie sono asciutte. Verso la fine di settembre, oltre a raccogliere i tipi da taglio, è possibile iniziare la raccolta della catalogna seminata per prima ed anche di qualche cespo di radicchio chioggiotto precoce e «pan di zucchero».

Zucca e zucchino. Eseguite la raccolta delle zucche – di solito quando la vegetazione si esaurisce e le piante si seccano – e fatele asciugare con cura, possibilmente sotto una tettoia ben arieggiata, prima di porle in magazzino.
Nelle prime settimane di settembre concimate ancora con moderazione in copertura lo zucchino. Pulite le aiole dalle piante infestanti, irrigate e raccogliete anche fino ad ottobre inoltrato.
 

Distribuzione del lavoro nell’orto
in una giornata-tipo della metà di settembre

Mercoledì 15 settembre il sole sorge alle ore 6.50 e tramonta alle ore 19.20

In queste note vi indichiamo le ore del giorno in cui eseguire i principali lavori nell’orto familiare, al fine di operare nei momenti migliori e di utilizzare al meglio le ore di luce disponibili.
Ortaggi. Ore 8-9:
eliminate le piante infestanti dalle colture e dai percorsi tra un’aiola e l’altra dell’orto.
Ore 9-10: eseguite le semine (come ad esempio quella dello spinacio) e le relative limitate irrigazioni.
Ore 17-18: irrigate le colture con moderazione e, se necessario, continuate la legatura delle piante di pomodoro di varietà indeterminate.
Dalle ore 18 al tramonto: eseguite le raccolte di numerosi ortaggi (pomodoro, peperone, melanzana, bietola da costa, fagiolino, sedano ed altri).
Piante aromatiche e officinali. Ore 8-9: ripulite le piante da qualsiasi parte secca, malata e/o spezzata ed eliminate dalle aiole le piante infestanti.
Ore 9-10: vangate, concimate e sistemate le aiole per le future semine e/o trapianti.
Raccogliete e destinate subito il prodotto alla trasformazione.
Ore 17-18: irrigate.
 

 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


FruttetoFrutteto Torna alla presentazione

Alcuni lavori comuni a tutte le specie di piante da frutto in settembre. Da questo periodo iniziano a maturare molte specie da frutto importanti, in particolare melo, pero, actinidia (kiwi), castagno, nonché specie minori come mandorlo, lampone, mora, fico, giuggiolo, noce e nocciòlo. Seguite la raccolta con cura per non compromettere la qualità della vostra produzione. In particolare, dovete raccogliere al giusto grado di maturazione per esaltare al massimo la qualità gustativa della frutta. Man mano che ultimate la raccolta di ciascuna specie, liberate prontamente il terreno dai frutti di scarto caduti a terra. Lasciati in loco essi diventerebbero un richiamo alimentare per le arvicole, nonché una fonte di diffusione dei marciumi che vi si sviluppano.
Man mano che ultimate la raccolta, eseguite gli ultimi sfalci dell’erba o le lavorazioni del terreno.
Con il calare delle temperature l’irrigazione diventa via via meno importante nel frutteto. In settembre, comunque, vi possono ancora essere periodi caldi e siccitosi che richiedono l’apporto di acqua. In tal caso vanno irrigati prioritariamente gli alberi in allevamento e quelli da cui si deve ancora raccogliere, rispetto a quelli già scaricati della produzione.
Nella prima metà di settembre, fin tanto che nei portinnesti la corteccia si stacca ancora bene dal legno, si possono eseguire gli innesti a gemma dormiente (VEDI FOTO F).
Iniziate al più presto le lavorazioni preparatorie per i nuovi impianti previsti nell’autunno-inverno, possibilmente prima delle piogge autunnali che potrebbero rendere il terreno inadatto alla lavorazione per molte settimane o mesi.
 

F- Innesto a gemma dormiente. 1-Prelevate le marze da rami posti in posizione soleggiata, ben maturi e da piante sicuramente sane. Asportate le foglie del rametto-marza lasciando 1 centimetro di picciòlo. 2-Prelevate le gemme partendo da quelle poste sulla parte terminale del rametto-marza inserendo la lama 1 centimetro sotto di essa... 3-...per uscire qualche centimetro dopo; le gemme devono restare attaccate al legno. 4-Sul portinnesto eseguite un taglio a "T" avendo cura di non intaccare il legno sottostante la corteccia. 5-Prelevate la gemma strappandola dal rametto-marza: si formerà una codina che servirà per maneggiarla meglio; inseritela nel taglio a "T" e... 6-...tagliate la codina. 7-Le legature possono essere effettuate con diversi materiali; se impiegate materiali elastici potete lasciarli fino alla primavera successiva, altrimenti nelle piante giovani dovete toglierli dopo una decina di giorni. 8-Dopo l'innesto è utile coprire le gemme con alcuni stati di carta che scogiureranno gli attacchi di cidia e anarsia


Pomacee (melo, pero, cotogno). Con l’avanzare dell’autunno la diminuzione delle temperature è causa di una maggiore quantità di rugiada notturna: al mattino iniziate a raccogliere i frutti quando la vegetazione si è asciugata, per non manipolarli i frutti quando sono ancora bagnati in quanto più soggetti ad ammaccature della buccia rispetto a quando sono ben asciutti. Se dovete per cause di forza maggiore, raccogliere con piante molto bagnate – una situazione molto disagevole per chi esegue il lavoro – potete effettuare qualche passaggio con l’atomizzatore, azionando la sola ventola, per smuovere la vegetazione e favorire la caduta dell’acqua.
Se si verificano delle piogge abbondanti, conviene sospendere la raccolta per qualche giorno per dar modo al terreno e alle piante di smaltire l’eccesso di umidità.
Effettuate la cernita dei frutti in magazzino. Le mele raccolte nei mesi scorsi, che ora sono in magazzino, si devono passare in rassegna periodicamente, ogni 15-20 giorni, per eliminare i frutti guasti ed evitare che i marciumi si diffondano all’interno dei contenitori.
È questo il periodo di contrassegnare, poco prima della raccolta, le piante da cui andrete a prelevare il materiale d’innesto. Se avete in programma degli innesti primaverili a triangolo o a corona, ricordate di individuare e contrassegnare, poco prima della raccolta, le piante da cui andrete a prelevare il materiale d’innesto, sia che si tratti di alberi vostri che di qualche amico. Con la produzione ancora in pianta si riesce a valutare bene le caratteristiche dei frutti e a fare una scelta oculata degli alberi da cui andranno prelevate le marze. Le piante destinate al prelievo non devono avere sintomi di malattie pericolose, trasmissibili con l’innesto.
Fate attenzione ai frutti, germogli e rami colpiti dal colpo di fuoco batterico. Altro importante controllo da fare, sia sul pero che sul melo, è quello relativo al colpo di fuoco batterico (VEDI FOTO G). Durante la raccolta poi verificate se sono presenti rami disseccati o cancri sul legno. I cancri sono spesso caratterizzati dall’emissione di una sostanza appiccicosa e rossastra che è caratteristica della malattia; inoltre, scortecciando il legno all’altezza del cancro, si notano arrossamenti nel tessuto sottostante. Se notate questi sintomi, o comunque se avete dei dubbi, rivolgetevi subito al Servizio fitosanitario della vostra Regione, sia per individuare correttamente i sintomi che per combattere efficacemente la malattia.

G- Pomacee. Il pero (nella foto) e il melo possono contrarre infezioni di colpo di fuoco batterico, una temibile malattia in grado di distruggere in poco tempo un frutteto. Se qualche vostra pianta manifesta sintomi che sospettate possano essere di questa batteriosi rivolgetevi al più presto al Servizio fitosanitario della Regione)


Drupacee (pesco e nettarina, albicocco, susino, ciliegio). In questo periodo sulle piante in produzione, da cui i frutti sono già stati raccolti, si può effettuare una potatura di sgrossamento localizzata in modo particolare nelle parti alte.
Controllate gli innesti a gemma e a scheggia che avete effettuato in agosto: se sono attecchiti, lasciano cadere con facilità il picciòlo della foglia che avete lasciato in fase di innesto; se il picciòlo non si stacca, sicuramente la gemma non è attecchita.
Nella prima settimana di settembre, se la corteccia si stacca facilmente dal legno (questo può accadere se innestate piante o portinnesti vigorosi) siete ancora in tempo per effettuare l’innesto a gemma dormiente (VEDI FOTO F); se invece si stacca con una certa difficoltà effettuate l’innesto a scheggia (VEDI DISEGNO): avrete più possibilità di attecchimento.
 

Esecuzione dell'innesto a scheggia. Prelevate un ramo della varietà desiderata ed asportate le foglie lasciando 1 centimetro di picciòlo. 1-Dal ramo prelevate gli scudetti: tenendo il ramo con la base verso di voi, eseguite il taglio partendo 1 centimetro sopra la gemma per finire 2 centimetri sotto ed effettuate un taglio obliquo, a scalpello, nella parte inferiore. 2-Sul portinnesto asportate uno scudo di forma analoga: fate scorrere il coltello per 3-4 centimetri tra la corteccia ed il legno, senza intaccarlo e senza asportare la linguetta venuta così a formarsi, che reciderete, qualche millimetro sopra la fine del taglio, ottenendo un supporto per la gemma che andrete poi ad inserire. 3-Ponete lo scudetto (1) nella sede realizzata sul portinnesto. 4-Legate l'innesto con nastro di plastica


Agrumi. Alcune varietà precoci portano a maturazione il frutto in questo periodo dell’anno, ancora caratterizzato da un clima mite. Il resto delle produzioni agrumicole si mantengono tutte sulla pianta e sono nella fase dello sviluppo del frutto.
Come limitare la diffusione del malsecco nei limoneti. La scorsa primavera è stata favorevole alla malattia nota come il «malsecco del limone». Affinché non si ripeta anche nella stagione autunnale, interrompete la potatura estiva del limone quando si presentano le condizioni di umidità e di basse temperature favorevoli alla penetrazione del «malsecco» nei tagli inferti con le forbici. Raccogliete e bruciate il materiale di risulta della potatura per eliminare qualsiasi fonte d’infezione; inoltre estirpate e bruciate quelle piante che, nonostante le potature estive, fossero gravemente colpite dalla malattia, al fine di ridurre le fonti di diffusione nei mesi freddi dell’anno.
Nelle prime settimane di settembre eliminate i germogli assurgenti («succhioni») che sorgono dal tronco e dalle parti interne delle branche. I germogli assurgenti («succhioni») non si devono però eliminare completamente perché alcuni possono essere utili a far sviluppare in altezza la pianta; quelli più esterni si possono lasciar crescere ed eventualmente si possono potare in cima per promuovere la loro divisione in più rami. Con l’inizio dell’autunno interrompete la potatura, perché renderebbe le piante più sensibili al gelo: infatti se le condizioni meteorologiche fossero favorevoli potrebbero rivegetare e questa nuova vegetazione sarebbe più sensibile ai danni da basse temperature.
Per evitare una vegetazione tardiva, sensibile ai danni da gelo, non somministrate concimazioni chimiche azotate. Per non favorire una vegetazione tardiva, sensibile ai danni da gelo, con l’inizio dell’autunno evitate le concimazioni chimiche azotate; anche perché potrebbero causare un riduzione della qualità dei frutti. Tradizionalmente è invece consigliata la concimazione organica con letame bovino o equino, pratica che migliora sensibilmente le proprietà strutturali del terreno e la disponibilità di humus ed elementi nutritivi. Somministrate 40-80 chilogrammi di letame bovino per pianta, pari a circa 1-2 carriole (a seconda delle distanze di impianto), con cadenza triennale; evitate di accostare eccessivamente il letame ai tronchi e provvedete ad interrarlo subito con una leggera lavorazione. Se utilizzate letame ovino, molto più concentrato, le dosi devono ridursi sensibilmente fino a 8-10 chilogrammi per pianta.
In settembre mantenete costanti i turni irrigui, ma potete ridurre i volumi d’acqua. Soprattutto nel meridione il forte caldo di fine estate spesso rende ancora indispensabile il ricorso all’irrigazione. Il frutto non deve perdere il suo turgore e la sua consistenza; inoltre una parte, seppur modesta, della sua dimensione finale dipende dalla buona disponibilità d’acqua in questo periodo. A settembre, i turni irrigui vanno mantenuti costanti ma i volumi possono essere ridotti, perché le giornate si accorciano.
Cosa fare se il vostro agrumeto è affetto dalla malattia da virus della «Tristeza». L’emissione vegetativa autunnale è idonea per verificare se il vostro agrumeto è affetto dal complesso della malattia da virus della «Tristeza». Prelevate, ogni 400 piante, almeno 20 rametti di cinque foglie autunnali ciascuno. Raggruppateli in quattro sacchetti chiusi e conservateli in frigorifero in attesa di consegnarli, comunque entro poche ore, al più vicino centro di Servizio fitosanitario.
 

Olivo. In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, la maggior parte delle varietà di olivo si trova nella fase di «accrescimento del frutto».
Fate attenzione in questo periodo all’irrigazione. L’impegno dell’olivicoltore, durante questo periodo, deve essere rivolto prima di tutto ad evitare che le sue piante vadano incontro a una scarsa disponibilità di acqua; questo vale per le olive da tavola, la cui raccolta – soprattutto per quelle da consumare verdi – è imminente e un’insufficienza di acqua può impedire alle drupe di raggiungere una dimensione elevata, carattere importantissimo per fare apprezzare il prodotto; ma vale anche per le olive da olio poiché questo periodo è della massima importanza per l’accumulo dell’olio all’interno dei frutti, e un’insufficiente disponibilità di acqua limita l’attività nutrizionale dell’albero e si ripercuote negativamente sulla resa in olio finale.
Pertanto, chi dispone di acqua ne faccia un uso adeguato; chi non ne dispone, se ha il terreno inerbito, non risparmi i passaggi con il trinciaerba, in modo da tenere a freno i consumi da parte delle erbe del prato.
Raccolta delle olive da tavola. Per le olive da tavola, e soprattutto per quelle da consumare verdi, si richiedono particolari requisiti: essere di grosse dimensioni, presentarsi perfettamente integre, senza rigature scure, graffi o scalfitture. Il loro distacco dall’albero, dunque, deve esser effettuato con la massima accuratezza.
Conviene poi deporre via via le olive in un recipiente rigido, con le pareti lisce o foderate e non troppo grande, per evitare che il peso delle olive superiori possa provocare ammaccature a quelle presenti sul fondo.
In questo periodo molte varietà di olive da tavola e da olio sono molto appetite dalla mosca delle olive. A settembre molte varietà di olive da tavola sono pronte per la raccolta, mentre le olive delle varietà da olio sono ancora in fase di ingrossamento o inizio invaiatura (passaggio dal colore verde al colore nero della maturazione). In ambedue i casi le olive sono fortemente appetite dalla mosca delle olive (VEDI FOTO H), che durante questo periodo aumenta la sua attività. Questo insetto, come è noto, è in grado di provocare gravi danni economici dovuti alla perdita di produzione quantitativa e qualitativa.
 

H - Olivo. Olive danneggiate dalla mosca delle olive (nel particolare, adulto, millimetri 5)

 
La puntura di ovideposizione è facilmente distinguibile ad occhio nudo perché ha una caratteristica forma triangolare e con l’aiuto di una lente di ingrandimento, sollevando delicatamente l’epidermide sulla puntura, si può vedere l’uovo della mosca che è bianco, allungato e di forma cilindrica.
La lotta alla mosca può essere fatta nei confronti degli adulti in maniera preventiva, utilizzando delle miscele di esche proteiche avvelenate, oppure nei confronti delle larve con interventi curativi; in quest’ultimo caso, per individuare il momento più opportuno in cui intervenire è importante: verificare l’andamento delle catture; effettuare il campionamento e osservare se ci sono punture fertili, cioè con uova vitali e/o larve penetrate all’interno; calcolare la soglia di intervento.
Per la mosca la «soglia di intervento», cioè la percentuale di olive attaccate tale da giustificare il trattamento chimico, è pari a zero se si tratta di varietà da mensa in quanto le olive che presentano punture di mosca sono subito deprezzate sul mercato, mentre per le varietà da olio la soglia è del 10%.
Considerato che le larve si sviluppano all’interno della drupa, gli interventi vanno effettuati utilizzando principi attivi ad azione citotropica, cioè che penetrano all’interno delle olive e raggiungono le larve; generalmente i primi stadi di sviluppo delle larve sono i più vulnerabili.
I prodotti che si possono utilizzare sono il fosmet-17,7 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta, e il dimetoato-19 (non classificato o irritante), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Quest’ultimo può dare tossicità sulle varietà Coratina, Bosana, Canino, Itrana, Frantoio, Vernina, Marsella e Simona, soprattutto se non è ben distribuito e se sulle olive si crea il gocciolamento.
Generalmente, se si supera la soglia di intervento, un primo trattamento si effettua a settembre e un secondo si effettua a ottobre se si verifica una ripresa dell’infestazione, facendo attenzione al tempo che manca per la raccolta delle olive e all’intervallo di sicurezza (i giorni che devono trascorrere dall’ultimo trattamento alla raccolta) del prodotto utilizzato.

Castagno. Durante questo periodo l’operazione colturale più impegnativa per il produttore consiste nella raccolta dei frutti del castagno. La cascola dei frutti maturi è continuativa, graduale, ha andamento crescente a partire dall’inizio della maturazione dei frutti e dura, in media, 15-20 giorni a seconda della varietà. Ciò che maggiormente influenza la velocità di caduta dei frutti e la frequenza delle operazioni di raccolta è l’andamento stagionale: l’alternanza di piogge, giornate soleggiate e notti fresche predispone ad una maggior elasticità del tegumento del riccio ed accorcia la durata del periodo di raccolta.
Eliminate, prima della raccolta dei frutti di castagno, le erbe e le piante cespugliose. Per agevolare le operazioni di raccolta dei frutti di castagno, si effettua una rimozione accurata delle erbe a delle piante cespugliose presenti sul terreno del frutteto di castagno. Il terreno sotto le piante in produzione deve essere mantenuto pulito in modo da consentire all’operatore la facile individuazione dei frutti caduti a terra.
Conservazione dei frutti del castagno. I sistemi di conservazione che consentono di prolungare il consumo delle castagne fresche a livello familiare sono la ricciaia (VEDI FOTO I), la curatura in acqua e il surgelamento.
 

I- Castagno. Un sistema di conservazione delle castagne diffuso in diverse zone di produzione è quello della «ricciaia»: i ricci caduti e ancora chiusi vanno ammucchiati in un cumulo alto 30-40 centimetri, ricoperto con uno strato di foglie al quale va aggiunto uno strato di terriccio di bosco dello spessore di 10-12 centimetri

Actinidia (kiwi). A settembre coloro che hanno avuto la possibilità di portare le piante di actinidia (kiwi) in allevamento di secondo anno fin sotto il «tetto» di una rete antigrandine sono ancora in tempo per effettuare la piegatura delle piante sul filo che sosterrà il cordone permanente. Coloro che, invece, non hanno avuto questa possibilità ed hanno già piegato le piante sul filo del cordone permanente, devono curare l’asportazione dei germogli che ancora possono nascere lungo il fusto e nei punti di curvatura del cordone. Se il cordone permanente nel suo allungamento formasse il cosiddetto «codino di porco», cimatelo su di una foglia semimatura: in quel punto emetterà un germoglio che proseguirà il suo regolare allungamento.
Ecco cosa fare se i germogli delle piante di actinidia (kiwi) si presentassero gialli. In settembre, se osservate delle piante che hanno dei germogli gialli, ponete molta attenzione poiché sono i sintomi sia di un insufficiente assorbimento di ferro che di un eccesso di umidità del terreno. In entrambi i casi somministrate dei chelati di ferro in ragione di 20-40 grammi per pianta, interrandoli a 5 centimetri di profondità e a 50 centimetri dal fusto, oppure distribuite del solfato di ferro in ragione di 1-2 chilogrammi per pianta in piena produzione.
A settembre, se le giornate sono calde ed asciutte, proseguite con le irrigazioni. Bagnate il terreno fino ad una profondità di circa 30 centimetri; l’irrigazione successiva deve essere effettuata quando, sempre alla profondità di 30 centimetri, il terreno risulta quasi asciutto.
Una pericolosa batteriosi che provoca disseccamenti dei rami e moria delle piante di actinidia (kiwi): il cancro batterico! Fate molta attenzione alla presenza eventuale di sintomi di cancro batterico dell’actinidia (Pseudomonas syringae pv. actinidiae, VEDI FOTO L).
 

L- Actinidia. Le infezioni del cancro batterico, pericolosa malattia causata dal batterio Pseudomonas syringae pv. actinidiae, si manifestano in primavera con maculature fogliari, avvizzimento dei germogli e disseccamento dei fiori, mentre a fine estate-autunno si notano disseccamenti di cordoni e rami associati a cancri sul legno dai quali fuoriesce dell’essudato (nel particolare)

Piccoli frutti (lampone, mirtillo, mora giapponese, ribes, rovo senza spine, uva spina). La raccolta dei frutti di lampone si effettua ancora su tutte le varietà bifere (o rifiorenti), cioè che producono due volte durante l’anno. La produzione dei frutti di queste varietà avviene nella parte terminale dei nuovi tralci sviluppatisi a partire dalla tarda primavera dell’anno in corso. Il periodo di raccolta del lampone bifero può essere esteso a tutto il mese di dicembre se si ricopre l’impianto con un tunnel in film plastico.
Dopo la raccolta dei frutti di mora giapponese, le piante possono essere sottoposte alla potatura con il taglio dei vecchi tralci che hanno prodotto. Con questa operazione si selezionano, per ogni ceppo, i nuovi tralci che non devono superare il numero di 4-5.
Continua la raccolta dei frutti del rovo, cioè le more, con passate ripetute ogni 3-4 giorni. Per una più facile raccolta mantenete il terreno pulito dall’erba se inerbito, ed erpicato e rullato se sottoposto a lavorazioni periodiche.

Specie da frutto minori. Continua la raccolta dei «fichi veri» o «forniti». Per ogni varietà cercate di individuare, in base all’aspetto e al colore della buccia, il momento più adatto per avere fichi della massima sapidità.
La raccolta delle giuggiole viene effettuata via via che assumono colore bruno-rossastro e la polpa, ancora croccante, presenta un sapore dolce appena acidulo. Occorre di solito effettuare la raccolta a più riprese poiché in genere la maturazione è scalare.
Le operazioni di raccolta delle nocciole risultano ritardate, causa il protrarsi, in particolare nel primo semestre dell’anno, di condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli allo sviluppo delle nocciole. Occorre quindi, nelle prime settimane di settembre, verificare che gli interventi effettuati per preparare il terreno per la raccolta, in particolare quelli di contenimento delle infestanti, abbiano sortito l’esito desiderato. Con poche piante si può realizzare la raccolta scalare a mano, separando durante la cernita le nocciole piene da quelle vuote man mano che cadono a terra, oppure si può ricorrere all’impiego di reti da stendere sotto i nocciòli prima che inizi la cascola.
L’impiego di macchine appositamente studiate si adotta, di norma, quando il numero di piante di nocciòlo supera il centinaio.
Quando si nota che il mallo che avvolge i frutti del noce comincia a spaccarsi si dà inizio alla raccolta, che può essere fatta a mano, direttamente dalla pianta, con varie passate; in questo caso è preferibile effettuarla con i guanti per evitare le macchie prodotte dal mallo.

 

Distribuzione del lavoro nel frutteto
in una giornata-tipo della metà di settembre


Mercoledì 15 settembre il sole sorge alle ore 6.50 e tramonta alle ore 19.20


In queste note vi indichiamo le ore del giorno in cui eseguire i principali lavori nel frutteto familiare, al fine di operare nei momenti migliori e di utilizzare al meglio le ore di luce disponibili.
Irrigazione. Dall’alba alle 10 e dalle 17 al tramonto: irrigate il mattino presto o la sera tardi (meglio ancora nelle ore notturne, se ne avete la possibilità); in questi orari la temperatura più bassa, l’umidità dell’aria più elevata e la ventilazione ridotta limitano le perdite di acqua per evaporazione.
Trattamenti antiparassitari. Dall’alba alle 9 e dalle 17 al tramonto: trattate le piante il mattino presto o la sera tardi; quando la temperatura si abbassa si riduce il rischio di danni da tossicità dei prodotti antiparassitari sulle piante (e di intossicazioni per l’operatore che esegue il trattamento). In questi orari è minore anche la ventilazione e quindi diminuisce il rischio di deriva, cioè la possibilità che la miscela antiparassitaria, trasportata dal vento, vada a depositarsi su altre colture.
Raccolta. Ore 8-12: raccogliete il mattino quando la temperatura non è ancora elevata e la frutta non ha accumulato eccessivo calore (si allunga così la durata della conservazione).
 


 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".

 

 


VignetoVigneto (uva da vino) Torna alla presentazione
 

Nella tradizione agricola il mese di settembre è dedicato alla vendemmia, ma in molte zone viticole le operazioni di raccolta sono già iniziate nel mese di agosto per le varietà precoci o per le basi spumante. Prima di iniziare la raccolta, però, è necessario provvedere allo sfalcio del cotico erboso, al controllo delle infestanti sulla fila per consentire una buona percorribilità alle macchine operatrici e un ottimo accesso ai vendemmiatori.

Gli interventi sulla vegetazione, quali cimature e sfogliature, in questo periodo devono essere ridotti. Sulla pianta devono essere ridotti al minimo gli interventi sulla vegetazione, quali cimature e sfogliature, per evitare repentine esposizioni dei grappoli al sole estivo (con conseguenti scottature degli acini più esposti) e per evitare arresti di maturazione conseguenti alla perdita di superficie fogliare. Solo nel caso di vigneti molto vigorosi si può intervenire con una drastica cimatura immediatamente prima (uno-due giorni) della vendemmia per liberare i grappoli e facilitare la raccolta. In questo caso fate attenzione a non danneggiare i tralci destinati alla produzione del prossimo anno.
Anche nelle varietà più tardive o nei vigneti la cui uva va raccolta in sovramaturazione si può intervenire con una sfogliatura per mantenere l’aerazione della fascia produttiva e per favorire l’esposizione dei grappoli all’ultimo sole della stagione. Quest’ultimo intervento è indicato soprattutto se durante la maturazione si sono avute piogge e umidità che hanno idratato eccessivamente gli acini.

Avvicinandosi la vendemmia non dovrebbe più essere necessario alcun intervento irriguo. Le irrigazioni effettuate prima della vendemmia possono causare anomali ingrossamenti di acini e relative loro spaccature con avvio di marciumi acidi o di botrite, nonché il probabile abbassamento del tenore zuccherino delle uve. L’intervento irriguo deve essere preso in considerazione solo in caso di grave emergenza idrica che possa compromettere la vitalità delle piante in ambienti aridi o in terreni molto permeabili. In caso di necessità utilizzate volumi di acqua ridotti, sufficienti solo a superare il periodo di emergenza delle piante.

Ecco come stabilire la migliore epoca di vendemmia. Il campionamento delle uve iniziato ad agosto continua ancora nel mese di settembre, in particolare per quelle con epoca di maturazione media e tardiva. Il prelievo dei campioni di uva e il controllo del grado zuccherino, dell’acidità totale e del pH devono proseguire a cadenze regolari, vigneto per vigneto, fino al raggiungimento delle caratteristiche qualitative desiderate e alla conseguente decisione di avviare la vendemmia. I dati raccolti consentono di tracciare una «curva di maturazione» che evidenzia il calo dell’acidità e la crescita degli zuccheri man mano che avanza la maturazione. Indicativamente la maturazione è evidenziata da un rallentamento della crescita degli zuccheri e da un pari ridimensionamento del calo dell’acidità totale, ma diversi altri fattori possono intervenire nella scelta della data di vendemmia: una raccolta anticipata è preferita nelle uve bianche per preservare aromi e freschezza; una raccolta posticipata con sovramaturazione delle uve è talvolta ricercata nelle uve rosse se esse sono destinate a rossi da invecchiamento, anche se questo comporta però un aumento anche importante del contenuto zuccherino delle uve e quindi alcolico del vino. Una volta rilevata la maturazione delle uve occorre definire la data di raccolta valutando l’andamento meteorologico e la disponibilità della cantina a ricevere il prodotto.

Fate attenzione a non schiacciare l’uva vendemmiata nei contenitori. Va evitato accuratamente lo schiacciamento dell’uva vendemmiata nei contenitori di raccolta o di trasporto; l’ammostamento in campo può causare infatti fenomeni di ossidazioni indesiderate e l’avvio di fermentazioni anomale. Occorre poi garantire un buon afflusso dei contenitori necessari alla raccolta e al trasporto delle uve (plateau, cassette, cesti, ma anche trattori con carri, benne o tramogge). Tutti i contenitori che vengono a contatto delle uve devono essere ben puliti. In ogni caso le operazioni di raccolta devono essere strettamente coordinate con la cantina che riceve le uve, al fine di garantirne la rapida lavorazione e la programmazione delle fermentazioni con l’obiettivo di massimizzare il risultato qualitativo.

Nuovi impianti. In questo periodo quasi tutti i terreni sono nelle condizioni ideali perché si possano avviare, se già non è stato fatto nei mesi precedenti, i lavori di preparazione del terreno in vista di nuovi impianti; potete eseguire in questo periodo i lavori di ripuntatura e aratura, mentre quelli di affinamento possono essere posticipati ed eseguiti in inverno, dopo i freddi più intensi, se intendete effettuare l’impianto primaverile.

Gli attacchi di muffa grigia sono favoriti da condizioni di elevata umidità. Nei vigneti a conduzione familiare in genere non sono necessari interventi specifici contro la muffa grigia (o botrite) della vite (VEDI FOTO M). Questi interventi spesso non sono effettuati nemmeno in vigneti professionali: una corretta gestione del vigneto dal punto di vista agronomico, in particolare una concimazione equilibrata che evita eccessivo rigoglio vegetativo, una corretta potatura (in particolare la potatura verde) e un’irrigazione limitata allo stretto necessario consentono di evitare quelle situazioni di squilibrio vegetativo che favoriscono lo sviluppo di questo fungo.

M- Le varietà a grappolo compatto sono più soggette agli attacchi di muffa grigia (nella foto) e di marciume acido; questi grappoli devono essere attentamente controllati e scartati durante la vendemmia

In particolare bisogna evitare che la vegetazione troppo lussureggiante consenta all’umidità di ristagnare tra le foglie ed i grappoli permettendo lo sviluppo della muffa grigia. Altro aspetto molto importante è la corretta gestione della difesa fitosanitaria nei confronti di quelle avversità che, danneggiando gli acini, favoriscono la penetrazione della muffa. In particolare ci riferiamo alla tignola ed all’oidio: se siete riusciti a proteggere adeguatamente i grappoli da queste avversità le probabilità di successo contro la muffa grigia saranno molto alte. Tutto questo premesso, se ritenete che sia
necessario intervenire chimicamente, in particolare se in passato avete avuto problemi con la muffa grigia o se, ad esempio, gli acini sono stati danneggiati da una grandinata, intervenite con la miscela di cyprodinil-37,5 + fludioxinil-25 (non classificato), attenendovi alle dosi riportate sulla confezione.
 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


Piccoli allevamentiPiccoli allevamenti Torna alla presentazione

Anatra e oca. In settembre è possibile avviare un ultimo ciclo di allevamento acquistando anatroccoli di due giorni o giovani animali di 2-3 settimane. I giovani animali di 2-3 settimane devono rimanere chiusi all’interno del ricovero per almeno una settimana, dopo di che possono essere liberati al pascolo. Nel caso abbiate acquistato anatroccoli di due giorni liberateli al pascolo non più tardi della quarta-quinta settimana di vita. Nelle prime settimane di vita gli anatroccoli possono essere alimentati con una miscela così costituita: mais spezzato 50%, soia integrale spezzata 25%, pisello proteico spezzato 10%, glutine di mais pellettato e sbriciolato 10%, riso grana verde spezzato 5%. Dopo la quarta-quinta settimana la miscela può essere così costituita: mais spezzato 60%, soia integrale spezzata 20%, pisello proteico spezzato 8%, glutine di mais pellettato e sbriciolato 8%, riso grana verde spezzato 4%.
Da questo mese le oche devono crescere; l’ingrassamento si completerà in novembre. È necessario quindi fornire un ampio pascolo alle oche in crescita e alimentarle soprattutto con foraggi, somministrando solo nel pomeriggio la razione alimentare. Alle oche in crescita è necessario somministrare molti foraggi, freschi o secchi, per favorire l’aumento di volume dell’intestino e facilitare la fase di ingrasso. I foraggi non devono essere distribuiti sul terreno, ma messi nelle apposite rastrelliere per impedire che l’erba sia imbrattata dalle feci. Solo nel pomeriggio va distribuita una miscela alimentare così costituita: mais spezzato 70%, soia integrale spezzata 15%, pisello proteico spezzato 6%, glutine di mais pellettato e sbriciolato 6%, riso grana verde spezzato 3%.
 

Colombo. È giunto il momento di destinare al mercato le coppie di colombo vecchie e poco produttive e sostituirle con i giovani nati in marzo-aprile. Tenete conto che sono poco produttive le coppie che allevano meno di 12 piccioncini all’anno (in genere depongono un solo uovo per covata). Se non l’avete ancora fatto nei mesi scorsi, pulite a fondo tutte le attrezzature (nidi, mangiatoie, abbeveratoi, ecc.).
Sostenete i colombi in muta con la seguente miscela di granaglie: mais giallo 25%, piselli 25%, canapa 25%, miglio 25% (VEDI FOTO N).
 

N- Colombi. Sostenete i colombi in muta con una miscela di granaglie costituita, in parti uguali, da mais giallo, piselli, canapa, miglio


Come prevenire gli attacchi di vaiolo. Per prevenire gli attacchi di vaiolo vi consigliamo di montare o mantenere le reticelle a maglia sottile alle finestre della colombaia per prevenire gli attacchi di vaiolo, il cui virus viene inoculato con le punture delle zanzare.

Gallina e pollo. Le galline che entrano in muta nel periodo estivo sono da destinare al consumo aziendale in quanto sono tra tutte le meno produttive. Le migliori ovaiole, infatti, continuano a deporre per l’intero mese di settembre e iniziano il cambio del piumaggio solo a partire da ottobre. Settembre è il mese ideale per l’acquisto di nuove pollastre. Se avete la possibilità di scegliere, preferite pollastre nate nei mesi di marzo e aprile in luna crescente. Dopo l’acquisto le pollastre devono essere sistemate nel pollaio e tenute rinchiuse per almeno una settimana. Alla fine di questo periodo è possibile liberarle al pascolo con la sicurezza che, al tramonto, ritorneranno nel pollaio (VEDI FOTO O). Alle nuove pollastre somministrate un’alimentazione per ovaiole. A questo scopo si consiglia la seguente miscela: mais spezzato 62%, soia integrale spezzata 15%, gusci d’ostrica 8%, pisello proteico spezzato 6%, glutine di mais pellettato e sbriciolato 6%, riso grana verde spezzato 3%. L’alimentazione deve essere sempre integrata con erba fresca o foraggi secchi anche quando le pollastre possono usufruire del pascolo.
 

O - Galline ovaiole. Dopo l’acquisto le pollastre devono essere sistemate nel pollaio e tenute rinchiuse per almeno una settimana in modo che si abituino al nuovo ambiente e, in seguito, vi rientrino a deporre

 
Settembre è il mese giusto per allevare un nuovo gruppo di polli da destinare al periodo natalizio. Prima dell’arrivo degli animali preparate con cura il ricovero destinato a ospitarli. La concentrazione di animali non deve superare i 10 capi per metro quadrato. Il ricovero deve poi disporre di posatoi almeno per i 2/3 della superficie, mentre la restante parte (1/3) deve essere coperta da un abbondante strato (10-15 centimetri) di truciolo di legno o paglia. Durante le prime settimane verificate la temperatura del ricovero e se necessario riscaldatelo con lampade a gas o elettriche. Fino a un mese di vita l’alimentazione dei polli può essere costituita da una miscela così realizzata: mais spezzato 50%, soia integrale spezzata 25%, pisello proteico spezzato 10%, glutine di mais pellettato e sbriciolato 10%, riso grana verde spezzato 5%. Ricordate che già dalla terza settimana di vita i polli devono poter disporre di foraggi freschi o secchi da distribuire nell’apposita rastrelliera.
Attenzione alla pseudopeste. Perché non si diffondano malattie infettive, come per esempio la pseudopeste, si consiglia inoltre di evitare la formazione di umidità nella lettiera permanente e di mantenere una giusta concentrazione di capi. Si suggerisce anche di vaccinare i polli contro la malattia, rivolgendovi al veterinario.

Coniglio. L’accorciarsi delle giornate facilita l’ingrasso dei conigli che, abituati a vivere nelle tane, amano più il buio della luce. Si ricorda che la concentrazione di animali in questa fase non deve superare i 6-8 capi per metro quadrato di ricovero. Per i soggetti all’ingrasso un ottimo foraggio è costituito dalle ortiche, da somministrare bene appassite o secche, e dalle foglie di gelso.
Ponete particolare attenzione alla mixomatosi. La mixomatosi è una malattia virale del coniglio molto contagiosa che viene diffusa dalla puntura di insetti come pulci e zanzare. Negli animali colpiti inizialmente si hanno l’emissione di un secreto oculare acquoso e gonfiore delle palpebre (VEDI FOTO P). In seguito si nota gonfiore di alcune parti del corpo come orecchie, naso e organi genitali. Contro questa malattia si consiglia di seguire, oltre alle normali regole di igiene di allevamento, anche un programma vaccinale rivolgendovi al veterinario.
 

P- Conigli. Gli animali colpiti dalla mixomatosi evidenziano emissione di un secreto oculare acquoso e gonfiore delle palpebre

Maiale. In questo periodo i maiali acquistati la scorsa primavera hanno raggiunto circa i 150 chilogrammi di peso. Se sono allevati all’aperto devono avere a disposizione abbondante spazio tale da consentire al terreno l’assorbimento delle deiezioni. Per ogni capo sono necessari circa 700 metri quadrati di pascolo. Per il resto curate il benessere dei vostri animali mettendo a loro disposizione un ambiente per il riposo notturno con il pavimento costantemente ricoperto da un abbondante strato (15-20 centimetri) di paglia asciutta. Ricordate che il benessere degli animali viene garantito, oltre che dal pascolo, anche dalla possibilità di fare bagni di fango. Non fate quindi mai mancare ai maiali all’ingrasso una pozza dove rotolarsi e proteggersi dai parassiti esterni.
Ai maiali all’ingrasso somministrate una razione giornaliera di circa 3,2 chilogrammi così costituita: cereali macinati 60%, nucleo al 23-25% di proteine 30%, cruschello di grano 10%.  
 

Pecora e capra. Le pecore ingravidate a primavera iniziano adesso la fase finale della gestazione e dovete curarne particolarmente l’alimentazione. Settembre è un mese che può essere almeno in parte ancora prettamente estivo ed in particolare, laddove la siccità è la caratteristica principale della stagione, si possono avere ancora problemi portati dall’insufficienza di acqua. Tuttavia i temporali e qualche giornata piovosa possono ridare al pascolo una nuova spinta che consenta il rilancio della produzione foraggera sfruttabile nell’autunno ormai prossimo. Il pascolo pertanto a seconda dei climi locali e di altre variabili tecniche, legate alle disponibilità irrigue delle zone più ricche, in questa fase finale della gravidanza è bene sia integrato almeno con l’apporto di mangimi che aiutino le pecore a soddisfare le forti richieste dei feti.
Se la disponibilità di erba fresca sostiene la produzione lattea delle capre, potete continuare per tutto il mese di settembre con due mungiture al giorno, per passare nel mese di ottobre a una mungitura, prima di mettere gli animali in asciutta. Il periodo dei calori, iniziato in agosto, raggiunge il suo culmine a metà settembre. Un modo naturale per favorire la sincronizzazione dei calori è agire sull’alimentazione e sulla presenza del maschio: un improvviso miglioramento alimentare (l’aggiunta alla dieta di una certa quantità di mangime o il trasferimento su un pascolo migliore) simula una naturale abbondanza di cibo e quindi le condizioni favorevoli per la riproduzione; anche il maschio, con il suo odore e il suo comportamento, determina nella femmina un rilascio di ormoni che favorisce la comparsa del calore più rapidamente.
In stalla tenete le caprette separate dagli adulti, in modo da garantire ad esse la possibilità di accedere con tranquillità agli alimenti, che dovete distribuire due volte al giorno: in questo modo non sono in competizione con gli adulti e possono consumare la loro razione indisturbate. 
 

Distribuzione del lavoro nei piccoli allevamenti in una giornata-tipo della metà di settembre

Mercoledì 15 settembre il sole sorge alle ore 6.50 e tramonta alle ore 19.20

In queste note vi indichiamo le ore del giorno in cui eseguire i principali lavori per gli avicoli all’ingrasso, le galline ovaiole e i conigli, al fine di operare nei momenti migliori e di utilizzare al meglio le ore di luce disponibili.
Avicoli all’ingrasso. Ore 8-8.30:
distribuire gli alimenti, controllare gli abbeveratoi e la temperatura dei ricoveri (anatre e polli). Ore 12-12.30: controllare gli abbeveratoi e distribuire alimenti (faraone e tacchini).
Galline ovaiole. Ore 8-8.30: distribuire gli alimenti, controllare gli abbeveratoi e raccogliere le uova. Ore 12-12.30: controllare gli abbeveratoi e raccogliere le uova.
Conigli. Ore 8-8.30: distribuire gli alimenti e controllare gli abbeveratoi. Ore 12-12.30: controllare gli abbeveratoi. Ore 18-18.30: controllare gli abbeveratoi e distribuire i foraggi.

 


Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".

 


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