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riviste agricole, rivista per gli amanti della campagna, rivista sull'agricoltura professionale, riviste sull'agricoltura non professionale, edizioni dedicate al mondo agricolo, riviste specializzate in agricoltura, testate e giornali online agricoltura |
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Piante annuali. A gennaio la
temperatura è solitamente troppo fredda per iniziare i lavori in giardino;
il terreno inzuppato d'acqua e spesso anche gelato non permette ancora
nessun trapianto, né è opportuno vangarlo, soprattutto se è di consistenza
pesante. Tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo potete effettuare la
prima semina anticipata delle piante annuali. Nelle regioni settentrionali
la semina in piena terra è possibile solo da fine marzo; tuttavia,
attraverso l'utilizzo di un cassone vetrato appoggiato contro un muro
esposto al sole, può essere anticipata di un buon mese (VEDI DISEGNO).
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| Piante annuali. Come effettuare la semina
anticipata: per eseguire questo lavoro, procuratevi un
piccolo cassone in legno, provvisto di coperchio inclinato
in vetro o materiale plastico trasparente, e riempitelo
quasi completamente di sabbia, per aumentare l'effetto
isolante (A). Seminate negli appositi contenitori
alveolati (B) (che rendono più semplice il successivo
trapianto) utilizzando terriccio da semina, composto da
torba fine e sabbia in parti uguali; coprite i semi con uno
strato di terriccio pari alla dimensione del seme.
Appoggiate sulla sabbia del cassone i contenitori alveolati,
inumidite il terriccio con un vaporizzatore (C) e
mantenete un'umidità costante per tutta la durata della
germinazione. A 3-4 settimane dalla semina le piantine vanno
rinvasate in vasetti di 10 centimetri di diametro (D).
Saranno pronte per il trapianto nelle aiole dopo altre 3-4
settimane |
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Piante erbacee
perenni. Se non l’avete fatto durante l’autunno, potete
provvedere in questo periodo alla concimazione organica di aiole e bordure.
Sarà sufficiente spargere un po’di stallatico pellettato o in polvere
(facilmente reperibile nei consorzi agrari e garden center) intorno ai cespi
in ragione di 3-4 badilate per metro quadrato, incorporandolo
superficialmente al terreno con l’aiuto di una zappetta o di un rastrello.
Gelate e precipitazioni di fine inverno provvederanno a sciogliere le
sostanze nutritive rendendole disponibili per le piante fin dalla ripresa vegetativa.
Protezione dal freddo. Al Nord lasciate i cespi delle perenni in
dormienza coperti dalla pacciamatura di foglie secche (o paglia) sino a fine
febbraio. Al Centro-Sud, invece, i germogli emergono dal terreno con alcune
settimane di anticipo e generalmente conviene eliminare lo strato
pacciamante già da metà febbraio.
Piante acidofile (azalee, rododendri, camelie,
ortensie, eriche). Se non lo avete già fatto nei mesi precedenti
proteggete le piante acidofile coltivate in vaso dalle gelate che potrebbero
danneggiare, anche irrimediabilmente, il loro apparato radicale (VEDI
DISEGNO).
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Piante acidofile. La protezione dal gelo. 1-Proteggete
le piante coltivate in vaso
più sensibili al freddo avvolgendo i contenitori con
materiale isolante, naturale
o sintetico; predisponete inoltre alla base delle piante uno
strato di pacciamatura
dello spessore di circa 8-10 centimetri. 2-In
alternativa interrate i vasi e predisponete ai piedi delle
piante uno strato di pacciamatura dello spessore di 8-10
centimetri
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Rimozione della neve. In questo periodo, in alcune zone
d'Italia, si possono verificare nevicate più o meno abbondanti che possono
danneggiare le piante. Le specie sempreverdi con ampia chioma – come
l'Azalea japonica, i rododendri, le camelie – risultano particolarmente
sensibili al peso della neve: ne bastano 10 centimetri per provocare la
rottura dei rami. Con una scopa di saggina avvolta in stracci scrollate
perciò delicatamente la neve dalle piante.
Bulbose e tuberose. In questo periodo, in funzione
dell’andamento climatico del periodo, i più precoci fra i bulbi a fioritura
primaverile interrati lo scorso autunno (crochi, bucaneve, ecc.) emergono
dal terreno e fioriscono (VEDI FOTO
A).
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| A- Bulbose e tuberose.
Fra gennaio e febbraio i crochi, interrati lo scorso
autunno, emergono dal terreno e fioriscono |
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In questo periodo controllate periodicamente le
bulbose a fioritura primaverile che avete interrato nei mesi scorsi, per
verificare che il terreno ove sono a dimora sia in ordine e ben assestato.
Se il freddo si fa intenso proteggete per prudenza con del fogliame secco il
punto ove il bulbo è a dimora. Non tralasciate di controllare che i bulbi ed
i rizomi a fioritura estivo-autunnale, che sono riposti in luogo riparato e
chiuso, si mantengano sani e non esitate ad eliminare quelli non in perfetto
stato.
Rosai. Nel mese di gennaio
limitatevi a controllare le legature dei tutori dei rosai ad alberello e dei
rosai rampicanti, rinnovando le pacciamature e reintegrandole con compost
anche non completamente decomposto, che interrerete poi a marzo con una
leggera zappettatura.
Nuovi impianti. In previsione di questo lavoro, se non lo avete già
fatto nei mesi precedenti, preparate le buche d’impianto (VEDI
DISEGNO).
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L’impianto dei rosai a radice nuda. 1-Dopo
aver scavato una buca profonda almeno 60 centimetri, preparate
il fondo con uno strato drenante di almeno 10 centimetri di
spessore costituito da ciottoli o sassi e ghiaia grossolana (a), quindi uno strato di letame ben maturo di
circa 10 centimetri e infine di terra, sempre di circa 10
centimetri di spessore (b); formate poi un monticello di
terriccio al centro (c). 2-Prima della messa a
dimora, affinché le radici aderiscano per bene al terreno,
immergetele in una «pappa» cremosa, composta da terra e da una
manciata di concime organico allungati con acqua. 3-Sistemate
il rosaio sul monticello di terriccio, stendete per bene le
radici e terminate riempiendo la buca di terra arricchita con
2-3 manciate di
cornunghia (concime naturale ad alto titolo di azoto, ottenuto
dalla macinazione di corna e unghie, prodotti di scarto della
macellazione degli animali, reperibile nei più forniti garden
center e/o empori agrari); ricordate sempre di lasciare scoperto
il punto d’innesto (vedi freccia) e infine irrigate |
Tale operazione va eseguita quando il terreno non si presenta gelato,
avendo cura di predisporre sul fondo della buca, soprattutto nei terreni
compatti e pesanti, uno strato drenante costituito da sassi e ghiaia
grossolana. Non appena la temperatura si è fatta più mite e il terreno non è
più intriso d’acqua, si può procedere all’impianto, dando la precedenza ai
rosai a radice nuda (vedi riquadro riportato in alto nella pagina).
Potatura. La potatura va eseguita nelle zone del Centro e del Nord a
metà febbraio e solamente quando non si temono più gelate prolungate. Una
potatura su legno gelato può provocare rotture di rami e, attraverso i
tagli, può penetrare il gelo compromettendo parte del ramo rimasto, che
andrebbe poi nuovamente tagliato. Nelle zone montane è opportuno ritardare
quest'operazione anche fino ad aprile, al completo scioglimento della neve.
La potatura va eseguita con tagli appropriati (secondo le diverse tipologie
di rosaio) e va divisa in due tempi: il primo tempo prevede la pulizia
generale dell'arbusto intesa ad eliminare i rami rotti, mal indirizzati e le
parti secche ed ammalate; il secondo tempo prevede la potatura vera e
propria, diversificata a seconda delle caratteristiche di crescita e di
fioritura del rosaio.
Arbusti e alberi. Se il terreno non è troppo bagnato o gelato,
continuate la messa a dimora dei nuovi impianti di piante a radice nuda o in
zolla (escluse le sempreverdi) o coltivate in vaso. Al momento della messa a
dimora tenete sempre in considerazione lo sviluppo che raggiungerà la pianta
a maturità (informazione che potete avere dal vivaista presso il quale
l'avete acquistata), in maniera da non impiantare, ad esempio, in un piccolo
giardino una specie che raggiunge grandi dimensioni; valutate anche le
caratteristiche di terreno e di clima della vostra zona, in modo da
scegliere la specie più adatta al vostro giardino. Ricordate sempre di
operare in giornate asciutte e non ventose, con terreno umido, non fradicio
o gelato.
Potatura. A partire da febbraio cominciate a potare gli arbusti da
fiore a foglia caduca che fioriscono sul ramo dell'anno (buddleia, ibisco
siriaco, lagerstroemia, cariopteris, Spirea bumalda); fatelo in giornate
soleggiate e asciutte, possibilmente senza vento. Accorciate i rami fino a
lasciare solo una-due coppie di gemme: ciò favorirà l'emissione di nuovi
rami fioriferi. Non potate allo stesso modo gli arbusti che fioriranno in
primavera sul legno vecchio (forsizia, spirea bianca, lillà, cidonia,
filadelfo, lentaggine e magnolie a foglia caduca): per questi un eventuale
riordino andrà effettuato dopo la fioritura, a primavera inoltrata.
Eliminate su alberi e arbusti rami secchi, stroncati, malformati; nel caso
di eventuali scosciature con distacco della corteccia e per tagli superiori
a 2-4 centimetri di diametro disinfettate la ferita con un prodotto a base
di pasta cicatrizzante, acquistabile nei garden center e negli empori
agrari. Negli interventi di potatura si devono evitare sbucciature o
slabbrature, in corrispondenza delle quali possono annidarsi i parassiti
(VEDI FOTO B).
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| B- Arbusti e alberi. Come eliminare un
ramo di medie o grosse dimensioni. Il ramo prima
dell’intervento di potatura (1). Ecco come va
eseguito il taglio, alla giusta distanza dal collare (si
nota la corrugazione della corteccia, indicata dalla
freccia), leggermente obliquo rispetto al tronco e ben
pareggiato (2). Questo taglio, invece, è andato a
ledere il collare, che potrà essere attaccato da marciumi e
malattie (3) |
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Tappeto erboso. Nel mese di gennaio, la
crescita del tappeto erboso è ridotta al minimo, a causa non solo delle
basse temperature ma anche per la scarsa quantità di luce.
Concimazione. Nella seconda metà di febbraio, almeno per quanto
riguarda le zone costiere e le nostre isole maggiori, si ha un rialzo
termico che stimola la crescita dell'erba. Il tappeto erboso si risveglia
dal torpore invernale e lo si deve perciò aiutare con una prima concimazione
ricca in azoto, da somministrare alle dosi riportate in etichetta.
Altri lavori. In questo periodo di scarso lavoro dedicate qualche ora
alla manutenzione del rasaerba (VEDI
FOTO C), così che sia perfettamente funzionante all'avvio della stagione di taglio.
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| C- Tappeto erboso. Dedicate qualche ora
alla manutenzione del rasaerba, che va pulito e lubrificato
nelle parti metalliche, in modo da averlo
perfettamente funzionante la prossima primavera; nella foto,
sostituzione della candela |
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Piante in vaso da fiore.
Le piante in vaso da fiore originarie di zone temperate e/o mediterranee,
come gerani, lantane e surfinie, in questo periodo al Nord sono in completo
riposo vegetativo. Mantenetele perciò nei locali di «svernamento» ad una
temperatura di circa 4-6 °C e irrigate solo se necessario (mediamente ogni
7-10 giorni) usando sempre acqua a temperatura ambiente: se troppo fredda
può provocare marciumi, se troppo calda può stimolare una crescita che
sarebbe inopportuna in questo periodo. Arieggiate
inoltre nelle ore centrali di giornate di sole i locali di svernamento,
evitando che le piante siano colpite da correnti d'aria.
Concimazione. Sia in gennaio che in febbraio concimate le piante una
sola volta al mese con un prodotto liquido specifico per piante da fiore,
reperibile nei garden center, dimezzando la dose riportata sulla confezione.
Piante d'appartamento. L'inverno, per
le piante d'appartamento, è la più critica delle stagioni a causa della
scarsa luce presente nelle case. La poca luminosità può provocare
l'ingiallimento precoce delle foglie, la loro caduta e/o lo smisurato
allungamento dei fusti. Le piante che soffrono di più per questa situazione
sono quelle che hanno maggiori esigenze in fatto di luce, come ad esempio il
croton, il papiro, il ficus benjamina, il ficus elastica, la yucca
elephantipes, ecc. Pertanto, se possibile, avvicinate le piante alle
finestre: limiterete al contempo la loro tendenza a curvarsi verso la luce.
Quest'ultimo fenomeno si può evitare anche ruotando periodicamente i vasi di
pochi centimetri alla volta. Ricordatevi inoltre che tutte le piante con
foglie variegate, come ad esempio il pothos, la sansevieria, ecc.,
richiedono più luce rispetto a quelle con foglie completamente verdi: se la
luce è poca, infatti, le variegature delle foglie tendono a sbiadire.
Concimazione. Al Nord sospendete le concimazioni sia in gennaio che
febbraio; nelle regioni meridionali, invece, potete riprenderle verso la
fine di febbraio, quando, aumentando la luminosità, le piante saranno
stimolate a riprendere la crescita.
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La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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I lavori da eseguire nell’orto in gennaio e
febbraio.
In gennaio, solo se l’andamento stagionale lo consente, procedete alla
concimazione organica e alla vangatura delle aiole non ancora lavorate,
specialmente se avete terreni pesanti e/o compatti; per distribuire il
letame impiegate una forca a tre punte, per il compost un badile, VEDI FOTO D.
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| D-
Vangatura delle aiole. Se il terreno non si presenta
eccessivamente bagnato e/o gelato oppure coperto di neve, procedete alla concimazione
organica e alla vangatura delle aiole |
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Concimate
con letame o compost le aiole,
riservandole poi a colture che meglio lo sfruttano, come anguria, cetriolo,
melanzana, melone, peperone, pomodoro, zucca e zucchino. Adoperate solamente
letame o compost ben maturi e, come regola generale, non lasciateli in
superficie, ma interrateli nello strato lavorabile del suolo. Non disponendo
di letame o compost potete impiegare quello concentrato-essiccato, che si
trova facilmente confezionato in sacchi presso empori agrari e garden
center.
Da febbraio iniziate invece l’attività vera e propria perché molte colture a
raccolta primaverile-estiva prendono l’avvio durante questo mese anche in
piena aria (in Pianura Padana le semine in pieno campo in genere iniziano
con metà di febbraio). Dovete perciò impegnarvi con sempre maggiore
assiduità, specialmente per preparare il terreno dove eseguirete le semine e alcuni trapianti.
Se alla fine dei lavori di preparazione del terreno minacciasse di
piovere, ricoprite il terreno con i teli di materiale plastico che si
adoperano per la pacciamatura. Scoprirete le aiole appena prima di seguire
semine e trapianti. Per agevolare la germinazione, ed in seguito proteggere
le piantine appena nate e nelle prime fasi di sviluppo, potete stendere
sulle aiole un velo di tessuto non tessuto.
Per gli ortaggi in coltura protetta (tunnel), in febbraio, controllate di
continuo le colture aumentando gli arieggiamenti durante il mese a mano a
mano che aumentano le ore di luce e le temperature giornaliere. Irrigate più
di frequente rispetto a gennaio, adoperando sempre però acqua a temperatura
ambiente e in modeste quantità. Continuate i lavori di preparazione delle
aiole ed eseguite i primi trapianti (di lattughe da cespo) utilizzando
piantine con il pane di terra.
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SEMINE E TRAPIANTI
DI FEBBRAIO
Potete seminare in coltura protetta non riscaldata (pianura padana) a
febbraio da metà-fine mese: pomodoro, peperone, melanzana, sedano,
basilico.
Potete seminare in piena aria (pianura padana) a febbraio da metà mese:
bietola da coste e da orto, carota, cavolo cappuccio primaverile-estivo,
lattuga e cicoria da taglio, cipolla bianca e colorata, pisello, prezzemolo,
ravanello, rucola, spinacio, valerianella.
Potete trapiantare in piena aria (pianura padana) a febbraio da fine
mese: aglio e cipolle.
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Lattuga da taglio. A febbraio, da
metà mese in poi, iniziate a seminare in pieno campo (VEDI
DISEGNO) se il tempo lo consente.
Proteggete le aiole seminate con veli di tessuto non tessuto. Raccogliete
sotto tunnel.
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Come seminare la lattuga da taglio.
Già da metà febbraio in molte località della pianura
padana è possibile iniziare le semine. a-Prima della semina
si prepara l'aiola e si rifinisce, sminuzzando il terreno,
con la zappa e per ultimo con il rastrello o un piccolo
estirpatore. b-Si tracciano dei solchi superficiali (si può
impiegare un segnarighe oppure
un'assicella di legno) distanti tra loro 8-12 centimetri, dove verrà
collocato il seme. c-Si pongono i semi nei solchetti. Le quantità di seme
impiegate si aggirano in media tra i 4 e i 10 grammi per metro quadrato. I
quantitativi maggiori si adoperano nelle colture precoci e tardive (in
particolare sotto tunnel), quando le condizioni climatiche sono più
sfavorevoli. La profondità di semina è di circa 2 millimetri, anche un po'
meno nei terreni più pesanti (il seme di lattuga si presenta di colore
bianco o nero in rapporto alla varietà; un grammo ne può contenere da 700 a
1.100; la sua lunghezza è di 3-4 millimetri, la larghezza di 1-1,6
millimetri). d-Si coprono con accuratezza e delicatezza i semi impiegando un
rastrello, dalla parte del dorso. e-Si comprime leggermente la superficie
dell'aiola con un frattazzo o una tavoletta. f-È consigliabile ricoprire
l'aiola con un velo di tessuto non tessuto (semine precoci e tardive). g-Al
termine della semina si irrigano le aiole con un getto finemente suddiviso,
e con molta moderazione (le quantità d'acqua devono essere assai limitate,
specialmente nelle prime semine). Nelle aiole protette con tessuto non
tessuto non è necessario spostare i veli |
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Melanzana. A gennaio seminate questo
ortaggio in vasetti o contenitori alveolati – che potete collocare in un
ambiente luminoso riscaldato o in una doppia finestra – per produrre
piantine con pane di terra, da trapiantare sotto ampi tunnel freddi a metà
marzo. Alcune varietà adatte a questo tipo di coltivazione sono: Sicilia,
Miranda, Claudia (lunghe); Murena (ovale), Primato (tondo-ovale); tipo
Violetta di Firenze (Purpura, Beatrice) (tonde).
Patata. A gennaio prenotate i
tuberi-seme per gli imminenti impianti e in febbraio ritirateli dai
rivenditori. Potete, volendo, mettere le patate a pregermogliare quattro
settimane prima della semina in un locale molto luminoso e con una
temperatura di 12-15 °C. Iniziate la preparazione del terreno per la messa a
dimora eseguendo zappature e/o estirpature del suolo già vangato.
Peperone. In gennaio iniziate, o
proseguite, le semine di questo ortaggio in vasetti o contenitori alveolati
– che potete collocare in un ambiente luminoso riscaldato o in una doppia
finestra – per produrre piantine con pane di terra da trapiantare sotto ampi
tunnel freddi a metà marzo. Tra le varietà più adatte consigliamo: Jolly
giallo e Kerala (frutti gialli), Jolly rosso (rosso) a frutto quadrato;
Mogador (giallo) e Hytower (rosso) a frutto mezzo lungo; Zebo
(giallo), Lamuyo, Mayata e Romeo (rossi) a frutto allungato.
Pomodoro. Dopo la metà di gennaio iniziate le
semine di questo ortaggio in vasetti o contenitori alveolati
- che potete collocare in un ambiente luminoso
riscaldato o in una doppia finestra - per
produrre piantine con pane di terra da trapiantare sotto ampi tunnel freddi
verso metà marzo. Se desiderate una produzione particolarmente precoce
potete seminare una selezione o un ibrido che si richiama al tipo Marmande.
Altre varietà da prendere in considerazione sono: a frutto grosso e/o
medio-grosso (Hobby, Optima, Ben Hur); a frutto di media grossezza a
grappolo per raccolta al «rosso» (Horus, Bonny); tipo Cencara con frutto
ovale un po' allungato, sodo e resistente; ciliegino (Pepe,
Chipano, Ciliegia, Suncherry).
Zucchino. Attorno alla metà di
febbraio, anche un po’ prima, seminate in vasetto o contenitori alveolati –
da collocare in un ambiente luminoso riscaldato o in una doppia finestra –
per ottenere piantine con pane di terra da trapiantare sotto ampi tunnel
verso metà marzo. Varietà adatte alla coltura protetta sono: Diamant,
Greyzini, President. Ve ne sono poi di recenti, come Sofia, da tenere
presenti per la loro tolleranza ad alcuni virus. Per le varietà a frutto
tondo (tipo Tondo Verde chiaro di Nizza) prendete in considerazione Baby
round.
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La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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Pomacee (melo, pero, cotogno). In questo periodo, con riferimento
al Nord Italia, le pomacee si trovano nella fase vegetativa di «gemma
ferma»; al Centro e al Sud l’anticipo è in media di 15-30 giorni e,
pertanto, a fine febbraio le piante potranno trovarsi nelle successive fasi
di «rottura gemme» e «punte verdi».
Lavori. I lavori più importanti in questi mesi di gennaio e febbraio sono la messa a
dimora dei nuovi impianti e la potatura di produzione.
Oltre a ciò si possono completare i lavori di riordino del frutteto (per
esempio la sistemazione dei dissesti superficiali del terreno e della
palatura di sostegno) e gli estirpi degli alberi a fine ciclo.
Potatura di produzione. Appena l'andamento stagionale lo
permetterà, dovete iniziare le operazioni di potatura di produzione delle
piante di melo, pero e cotogno. Qualunque sia la forma di allevamento
adottata, la potatura di produzione deve essere effettuata per mantenere o
per raggiungere i seguenti obiettivi: evitare l'alternanza di produzione,
cioè il fenomeno per il quale la pianta presenta un anno di produzione
elevata con frutti di piccola pezzatura seguito da un anno di produzione
molto scarsa o nulla; favorire il costante rinnovo della chioma stimolando
la pianta a produrre annualmente un certo numero di rami a legno; eliminare
gradualmente i vecchi rami che non sono più in grado di fornire una
produzione sufficiente e valida; eliminare i rami rotti, lesionati o
scosciati dal peso della produzione o della neve; eliminare i rami che
manifestano attacchi di parassiti animali e vegetali (cancri della
corteccia, oidio, presenza di cocciniglie, gallerie di insetti, ecc.);
favorire la penetrazione della luce nell'interno della chioma; eliminare
eventuali succhioni sviluppatisi sul tronco e sulle branche principali;
eliminare i polloni sviluppatisi a livello del ceppo; ecc.
Drupacee (pesco e nettarina, albicocco, susino, ciliegio).
In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, le drupacee si trovano
nella fase vegetativa di «gemma d’inverno»; al Centro e al Sud l’anticipo è
mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine febbraio le piante potranno
trovarsi nelle successive fasi di «rottura gemme», «bottoni rosa» e
«fioritura».
Lavori.
In questo periodo si può sistemare il terreno, controllare gli impianti di irrigazione
e seminare l’eventuale
prato nell’interfilare. è possibile
mettere a dimora nuove piante ed effettuare le potature sia di quelle in
allevamento che in produzione.
Cure agli innesti a gemma. In febbraio si tolgono le protezioni di
carta agli innesti a gemma dormiente effettuati in autunno; liberateli anche
dalle legature e da eventuali formazioni di gomma in corrispondenza delle
gemme. Se le gemme sono attecchite, eliminate il tratto di ramo sopra di
esse lasciando però un mozzicone («garretto») lungo circa 20 centimetri a
cui legherete i germogli che da esse si svilupperanno. Se invece le gemme
non fossero attecchite troncate poco sopra di esse e ripetete il tentativo
effettuando un innesto a triangolo (VEDI FOTO E) a febbraio-marzo.
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E-
Drupacee.
L’esecuzione dell’innesto a triangolo può iniziare già a
febbraio e proseguire per tutto il mese di marzo. Le marze
si prelevano al momento dell’innesto senza doverle
conservare. Nelle drupacee, per avere dei buoni
attecchimenti, dovete usare marze di circa 1 centimetro di
diametro prive di rami anticipati lungo il loro asse,
provviste di due o tre gemme. 1-I tagli alla base
della marza devono essere lunghi 3-4 centimetri. L’incastro
sul portinnesto, entro cui va inserita la marza, deve essere
effettuato con due tagli netti. 2-Inserite la marza
nell’incastro; qualora il portinnesto avesse la corteccia
più grossa di quella della marza questa dovrà essere
posizionata più in basso (devono combaciare i due
sottoscorza) e fissata durante la legatura con uno spessore
di legno. 3-La legatura deve coprire bene i tagli.
4-Coprite con il mastice tutte le ferite. Nelle
drupacee la percentuale di attecchimento si aggira
sull’80-90% |
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Avversità. Per pesco e nettarina, quando la temperatura media
giornaliera si aggira intorno ai 7-8 °C (cioè in genere nella prima metà di
febbraio), in corrispondenza della rottura della gemme a legno apicali si
effettua il primo intervento contro la bolla del pesco e il corineo. Questo
trattamento, insieme a quello effettuato lo scorso autunno durante la caduta
delle foglie, rappresenta la base per la difesa contro tali avversità.
Trattate con ossicloruro di rame-20 (irritante),
attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta.
Agrumi. La maggior parte degli agrumi a
polpa rossa viene raccolta anche in questo periodo perché la colorazione
rossa completa si ottiene grazie ai freddi invernali (VEDI
FOTO F). Poiché il miglior modo per conservare i frutti di
agrume è quello di lasciarli attaccati alla pianta, consigliamo di
effettuare trattamenti anticascola per ritardare la raccolta di circa due
mesi.
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| F- Agrumi. La raccolta della maggior parte
degli agrumi a polpa rossa avviene in questo periodo. La
colorazione rossa (vedi particolare) dipende proprio
dall'esposizione al freddo |
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Concimazione. La concimazione minerale effettuata adesso
provocherebbe un anticipo dell'emissione vegetativa, con aumento dei rischi
di danni da gelo e da malattie. L'apporto di sostanza organica è invece
altamente consigliato in questo periodo, perché le basse temperature
riducono le perdite nell'aria e in tal modo gli elementi nutritivi verranno
lentamente ceduti nel corso dell'anno alle piante che si preparano ad
un'altra annata di «carica». Utilizzando letame maturo, alla dose di qualche
decina di quintali per ettaro, si otterrà un aumento della massa delle
radici assorbenti e una riduzione dei danni da tripidi, perché la sostanza
organica favorisce la proliferazione dei loro predatori nel terreno.
Olivo. In questo periodo, con
riferimento al Nord Italia, l’olivo si trova nella fase di «riposo
vegetativo»; al Centro e al Sud l’anticipo è mediamente di 15-30 giorni e
pertanto a fine febbraio le piante potranno trovarsi nella successiva fase
di «schiusura gemme».
Potatura. Nelle zone ad inverno particolarmente mite, dove non siano
da temere abbassamenti di temperatura improvvisi e sensibili, si può dare
inizio alla potatura ordinaria. Invece laddove la stagione invernale decorre
di solito fredda, come al Centro e al Nord d'Italia, è opportuno rimandare
l'operazione a fine inverno.
Concimazione. Chi non avesse ancora provveduto ad effettuare, se
necessaria, la concimazione con sostanza organica e con fosforo e potassio
si affretti a farlo ora. Chi ha già distribuito sostanza organica non
dimentichi le quantità somministrate poiché, con la prossima distribuzione
di azoto a fine inverno, dovrà tener conto di quanto ne ha già apportato per
esempio con il letame. Ricordiamo infatti che un quintale di buon letame
bovino maturo contiene dai 400 ai 600 grammi di azoto e che un eccesso di
azoto favorisce la sensibilità dell'olivo al freddo e la suscettibilità agli
attacchi di cocciniglia. Inoltre, se si usa letame ricco di paglia, cioè non
maturo, molto del suo azoto va perduto per il consumo che ne fanno i
microrganismi del terreno per «distruggere» la paglia. Qualunque concime
(letame o concime chimico) deve sempre essere distribuito su un'area
corrispondente alla proiezione della chioma sul terreno e non addosso al
pedale (VEDI DISEGNO).
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Olivo. Se possedete un solo olivo dovete spargere
i concimi su una superficie che corrisponda alla proiezione
della chioma sul terreno, lasciando libera la zona (in
bianco) intorno al tronco dove le radici assorbenti sono
in minor numero |
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Castagno. Nei mesi di gennaio e
febbraio, laddove sia possibile (cioè in zone in cui non vi sia pericolo
di gelate, come quelli del Centro e del Sud), vengono eseguiti i
trapianti delle giovani piante di castagno acquistate presso i vivai.
Nuovi impianti. Nei nuovi impianti la preparazione del terreno
non deve avvenire in modo affrettato e casuale perché è fondamentale per
la riuscita del castagneto; essa consiste nella sistemazione, nella
concimazione di fondo, nell'aratura e nei lavori di affinamento.
Concimazione. Se la concimazione non è stata eseguita nei mesi di
novembre e dicembre, distribuite verso la fine del mese di febbraio dosi
crescenti da chilogrammi 0,5 (primo anno successivo all'impianto) fino a
chilogrammi 2 (quarto-quinto anno) di concime complesso tipo NPK
20-10-10C per ogni pianta e per un raggio di 1,5-2 metri attorno al
ceppo. Non è necessario interrare il concime complesso con zappature o
erpicature del suolo.
Actinidia (kiwi). In questo
periodo, con riferimento al Nord Italia, l’actinidia si trova nella fase
di «riposo invernale»; al Centro e al Sud l’anticipo è mediamente di
15-30 giorni e pertanto a fine febbraio le piante potranno trovarsi
nelle successive fasi di «ingrossamento gemme» e «schiusura gemme».
Potatura di produzione. Per ottenere delle produzioni abbondanti e di
qualità dovete scegliere i tralci ideali, cimarli nel modo giusto e
lasciare il giusto numero di gemme per pianta. Se sbagliate una di
queste operazioni potreste trovarvi con produzioni molto scarse, oppure
abbondanti ma di scarsa qualità. I frutticoltori professionisti
applicano le seguenti regole: tutti i tralci pelosi si devono eliminare;
il numero di gemme deve variare da 15 a 20 per metro quadrato; i tralci
ideali devono essere stati esposti alla luce per un lungo periodo; il
tralcio scelto deve avere dalle 15 alle 20 gemme; un buon tralcio deve
avere il diametro di una matita nel punto di spuntatura; sul cordone
permanente deve esserci un tralcio ogni 30 centimetri circa; tutti i
tralci, o buona parte di essi, devono essere legati paralleli tra loro.
Piccoli frutti (lampone, mirtillo, mora giapponese, ribes, rovo senza spine,
uva spina). Nelle zone montane e collinari del Nord e del
Centro-Nord le diverse specie di piccoli frutti coltivati ad
un'altitudine superiore ai 600-700 metri risultano talvolta coperte da
una coltre di neve che impedisce le operazioni di potatura. Dove
l'andamento stagionale lo consente vengono effettuati gli interventi di
potatura.
Specie da frutto minori. Appena
terminati i geli invernali si può effettuare la potatura del nespolo
comune. Questa specie produce i frutti all'estremità dei rami; con la
potatura si deve pertanto stimolare nuova vegetazione tramite tagli di
ritorno; si deve anche spuntare una parte dei rami di un anno per
provocare il sorgere di nuovi germogli e prepararne la produzione
nell'anno successivo. In febbraio le piante di nocciòlo fioriscono: i
fiori maschili, di colore giallo oro (amenti) precedono nella fioritura
quelli femminili, ben evidenti in quanto presentano appendici (stimmi)
di color rosso fuoco (VEDI FOTO G). Completata la fioritura femminile è possibile attivare o completare
le operazioni di potatura delle piante in produzione.
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| G- Nocciòlo. 1-Il fiore maschile del
nocciòlo, formatosi nell'anno precedente la fioritura,
risente meno degli abbassamenti termici in quanto i granuli
pollinici contengono quantitativi di acqua minimi e sono
«rivestiti» da perule che tendono a sollevarsi al momento
della fioritura. 2-Al momento del germogliamento il
fiore femminile è invece più sensibile al gelo, in quanto
gli stimmi sono turgidi, perché ricchi d'acqua; in caso di
abbassamenti prolungati della temperatura, anche di pochi
gradi sotto lo zero (- 3-5 °C), i
fiori femminili imbruniscono e cadono |
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La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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Nei mesi di gennaio e febbraio, con riferimento al Nord Italia, la vite si
trova nella fase vegetativa di «gemma d’inverno»; al Centro e al Sud
l’anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine febbraio le piante
potranno già trovarsi nelle successive fasi di «gemma cotonosa» e «punte
verdi».
Potatura.
La potatura invernale, detta anche potatura secca (VEDI FOTO H), ha
lo scopo di selezionare i tralci presenti sulla vite secondo uno schema ben
definito e tale da permettere di realizzare più avanti un buon equilibrio
tra le parti vegetative della vite e la produzione di uva. Ricordate che le
piante potate presto sono più sensibili alle gelate invernali e alle brinate
primaverili: per questo è meglio evitare, dove possibile, di anticipare
troppo questa pratica. La potatura secca non interessa solo i vigneti adulti
nei quali, attraverso la potatura di produzione, si cerca di ottenere la
giusta carica di gemme per ceppo e per ettaro; sono interessate ad essa
anche le giovani viti, in cui, attraverso la potatura di allevamento, si
cerca di modellare la pianta in funzione del sistema di allevamento, per
farla entrare in produzione già al secondo o terzo anno dall'impianto.
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| H- Vigneto. Per la potatura invernale
(detta anche potatura secca) nei vigneti in produzione
utilizzate forbici robuste e sicure; in ogni caso, limitate
il più possibile i tagli grossi che comporterebbero maggiori
rischi per le malattie del legno |
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I residui di potatura vanno lasciati in loco e triturati con un
trinciasarmenti, poiché contribuiscono a mantenere alto il tenore di
sostanza organica nel terreno; solo nel caso in cui ci sia una notevole
presenza di malattie del legno, quali eutipiosi o mal dell'esca, i tralci
vanno allontanati e bruciati.
Manutenzioni. Una volta terminato il
taglio della vegetazione è consigliabile procedere alla manutenzione delle
strutture del vigneto. Controllate le legature del legno vecchio, curando
che non si creino strozzature e che il cordone non si fletta per il peso
della produzione. I materiali che si possono utilizzare per le legature sono
numerosi: i tradizionali legacci di vimini sono sempre più frequentemente
sostituiti dai tubetti e nastri in plastica, da appositi ganci e cambrette
metalliche. Sono disponibili sul mercato anche delle piccole legatrici
portatili a batteria. Controllate anche i pali e i fili di ferro, che
potrebbero aver ceduto sotto il peso della vegetazione e della produzione
nella stagione trascorsa.
Nuovi impianti. Superato il periodo più
freddo dell'inverno, in genere inizia la messa a dimora delle nuove piante
di vite. Le barbatelle, prenotate per tempo presso i vivaisti, si devono
ritirare poco prima dell'impianto, per evitare di commettere errori nella
conservazione: i fasci di barbatelle devono essere conservati sotto sabbia
umida in luogo fresco fino al momento della messa a dimora, quando si
procede alla spuntatura delle radici, all'accorciamento dei tralci e al
successivo impianto. Attualmente le barbatelle più diffuse sono quelle
paraffinate, conservate in scatole di cartone – che comunque devono essere
tenute in luogo fresco – la cui idratazione è assicurata dalle confezioni
con cui vengono commercializzate. La preparazione delle barbatelle consiste
nell'accorciare le radici a circa 10-15 centimetri (VEDI FOTO I). Al
momento dell'impianto verificate che il terreno sia sufficientemente umido
da assicurare un'adeguata idratazione alle barbatelle. In caso contrario
immergete le barbatelle in acqua per circa mezz'ora per una prima
reidratazione e successivamente intervenite con una leggera irrigazione
localizzata. Evitate accuratamente di porre a contatto delle radici i
fertilizzanti chimici o organici che avete previsto di utilizzare, poiché
potrebbero compromettere la vitalità delle piantine.
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| I- Vigneto. Prima della messa a dimora le
barbatelle devono essere preparate accorciando le radici a
circa 10-15 centimetri |
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La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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Anatra e oca. Il pascolo degli anatroccoli acquistati da
metà gennaio viene garantito in febbraio in base alle condizioni climatiche
(VEDI FOTO L). Mantenete la lettiera sempre asciutta ed evitate la
presenza di correnti d'aria. Per quanto riguarda l'alimentazione potete
ottenere una buona miscela proteica miscelando i seguenti componenti: mais
spezzato 50%, soia integrale spezzata 25%, pisello proteico spezzato 10%,
glutine di mais pellettato e sbriciolato 10%, riso grana verde spezzato 5%.
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| L-
Anatre. In febbraio le giovani anatre possono
usufruire del pascolo; quest’ultimo deve avere una
superficie non inferiore a 500-600 metri quadrati |
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In febbraio avviate un nuovo ciclo di allevamento di oche di un
giorno o di poche settimane di vita. Prima dell’arrivo degli animali
predisponete il ricovero destinato a ospitarli. Ricordate che le oche sono
molto rustiche e per il loro allevamento non richiedono posatoi, ma solo una
lettiera abbondante (uno strato di 10-15 centimetri) e asciutta costituita
da paglia tritata o truciolo di legno. Nelle prime tre settimane di vita,
dato il notevole accrescimento degli animali, la razione deve contenere
almeno il 20-22% di proteine. La miscela è costituita da mangime per pulcini
(90%) e da mais aziendale franto (10%). Già dalla seconda settimana di vita
non fate mai mancare erba tritata nella rastrelliera. Per aumentarne la
digeribilità, bagnate la razione con acqua calda sino a ottenere un pastone.
Colombo.
Continuate anche in questo periodo invernale a prestare particolare
attenzione ai nidi per evitare la mortalità tra i piccoli. Nella stagione
fredda infatti è molto importante che le uova e i piccioncini affondino in
nidi ben protetti, costruiti con materiale abbondante; per facilitare la
costruzione del nido potete inserire nella colombaia una cassa con paglia o
fieno tagliati corti (VEDI FOTO M).
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| M- Colombi. Inserite nella colombaia una
cassa con paglia e fieno tagliati corti per favorire la
formazione di nidi più confortevoli |
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Alimentazione. Per i colombi vi consigliamo in questo mese di
aumento dell'attività riproduttiva di somministrare i grani separatamente.
Se disponete di una mangiatoia «a cafeteria», inserite in scomparti diversi
frumento, granoturco, pisello o soia, sorgo e veccia. In alternativa vi
consigliamo una miscela unica così composta: mais giallo 40%, piselli 22%,
frumento 19% e sorgo 19%.
Gallina e pollo. In questo periodo
invernale è importante curare la lettiera permanente del pollaio delle
galline, che deve sempre essere asciutta per favorire un'adeguata
fermentazione delle deiezioni. Una giusta concentrazione di capi (non più di
3 galline per metro quadrato di pollaio) è di solito sufficiente per
mantenere in buone condizioni la lettiera. Controllate inoltre la
deposizione delle uova e mantenete puliti i nidi. Per il resto le galline
devono aver libero accesso al pascolo anche nella brutta stagione; evitate
le correnti d'aria. Controllate che l'acqua non ghiacci e che ce ne sia
sempre a disposizione (VEDI FOTO N).
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| N- Galline. Gennaio e febbraio sono mesi
caratterizzati dalle basse temperature: chi distribuisce
l’acqua manualmente deve ricordarsi di fornirla più volte al
giorno, in modo che le galline e tutti gli animali non
soffrano la sete a causa dell’acqua ghiacciata |
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Distribuite un adeguato mangime per galline ovaiole, oppure una miscela
con mangime per pulcini al 23% di proteine e cereali così composto: mangime
per pulcini 50%, cereali aziendali (mais, grano, orzo, ecc.) 35%, crusca di
frumento 8%, gusci d’ostrica 7%; alla razione aggiungete sale da cucina in
misura di 20 grammi ogni 10 chilogrammi di miscela.
Verso la fine di febbraio, condizioni climatiche permettendo, i polli
acquistati a gennaio, ormai bene impennati, possono essere liberati al
pascolo. Tenete sotto controllo le condizioni ambientali del ricovero
ispezionando l'umidità della lettiera ed evitando le correnti d'aria.
Per quanto riguarda l'alimentazione in questo mese somministrate ai polli un
buon mangime, tenete presente che dal secondo mese di vita il tenore
proteico deve diminuire e quindi la miscela va realizzata con queste
proporzioni: mais spezzato 60%, soia integrale spezzata 20%, pisello
proteico spezzato 8%, glutine di mais sbriciolato 8%, riso di grana verde
spezzato 4%. Durante le prime 6-7 settimane di vita l'alimentazione viene
distribuita a volontà, in seguito solo nel pomeriggio (alla mattina vengono
somministrate erbe e verdure fresche).
Coniglio. I conigli si riproducono
anche in questo mese invernale. Dopo il parto effettuate il «pareggiamento
delle nidiate» in modo che ogni coniglia allevi lo stesso numero di
coniglietti. Per la buona riuscita dell'operazione è importante che i
coniglietti abbiano la stessa età e che il trasferimento venga effettuato
nei primissimi giorni di vita. Per quanto riguarda i riproduttori due giorni
dopo la separazione dai coniglietti svezzati le femmine possono già essere
portate nella gabbia del maschio per il riaccoppiamento. Mentre per quanto
riguarda i soggetti all'ingrasso i coniglietti che crescono in nidiate
costituite da 7-8 soggetti hanno un accrescimento regolare e dopo la 4a-5a
settimana possono essere trasferiti nelle gabbie per l'ingrasso oppure in
box a terra. Il coniglio, infatti, è un animale socievole, abituato a vivere
in grandi gruppi. In queste condizioni, tra l'altro, supera meglio i rigori
dell'inverno.
Alimentazione. L'alimentazione per i riproduttori e i soggetti all'ingrasso
può essere costituita da buon fieno messo a disposizione nella rastrelliera
e da fiocchi di cereali in mangiatoia. In questo modo è possibile realizzare
un'alimentazione naturale senza l'impiego dei mangimi pellettati. Se
disponibili, si possono distribuire anche carote nella misura di una per
coniglio. In questo periodo controllate anche che l'acqua degli abbeveratoi
non formi ghiaccio.
Maiale. Se intendete allevare maiali
per autoconsumo o per la vendita procuratevi in questi mesi due-tre suinetti
di 25-30 chilogrammi di peso da destinare all’ingrasso (VEDI FOTO O).
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| O- Maiale. Procuratevi in questi mesi
due-tre suinetti di 25-30 chilogrammi di peso da destinare
all’ingrasso |
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Per questo tipo di allevamento è sufficiente disporre di un’arca mobile e
di un ampio pascolo (circa 700 metri quadrati per capo).
Alimentazione. La miscela alimentare per i suinetti è costituita da
mais mescolato in parti uguali con un nucleo per lattoni al 27% di proteine.
Pecora e capra.
è questo il periodo in cui si
verificano i parti delle pecore e delle capre. È buona norma in prossimità
del parto delle pecore isolare la futura madre e, successivamente,
madre e agnello per qualche giorno in un box singolo di almeno 1,20 × 1,20
metri per facilitare il riconoscimento e l'adozione, e per avviare
l'allattamento. Nel caso in cui ci siano difficoltà di adozione, può
succedere che la mammella si gonfi troppo e l'agnello faccia fatica a
prendere in bocca il capezzolo. In questo caso si può mungere la pecora a
mano delicatamente e inumidire testa e dorso dell'agnello con il latte
materno. Un'altra tecnica che favorisce l'adozione è quella di porre qualche
granello di sale grosso sul dorso dell'agnello. Quando l'allattamento si è
bene avviato madre e agnello possono essere rimessi nel gregge. Negli
allevamenti da latte è periodo di parti per le primipare, mentre le adulte
sono in piena lattazione; di conseguenza è buona norma eseguire mensilmente
un controllo della qualità del latte prodotto, per tenere monitorato lo
stato sanitario delle mammelle e del latte stesso. Per questi controlli vi
potete rivolgere all'Associazione provinciale allevatori di zona o
direttamente a laboratori privati. Negli allevamenti da latte
l'alimentazione deve prevedere foraggio di buona qualità e un'integrazione
con concentrati che, per le pecore più produttive, può raggiungere i 600
grammi per capo al giorno.
Solitamente le capre partoriscono entro mezzogiorno (più raramente
nel pomeriggio o la sera). Preparate la stalla creando un ambiente
confortevole per le capre che devono partorire e per i loro futuri capretti
(VEDI FOTO P).
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| P- Capre. Ricavate in stalla un ambiente
confortevole per le capre che devono partorire e per i loro
capretti |
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È importante che i capretti alla nascita trovino un ambiente pulito,
asciutto e privo di correnti d'aria. È fondamentale quindi rinnovare
periodicamente la lettiera con l'aggiunta giornaliera di paglia e garantire
un buon ricircolo d'aria nella stalla, controllando però che non vi siano
correnti dirette sugli animali. Inoltre verificate sempre che, nelle aree di
abbeverata, non ci siano zone d'umidità che favorirebbero la riproduzione di
coccidi. Per assicurarvi che il parto vada a buon fine, dopo esservi lavati
accuratamente le mani e tagliati le unghie, verificate con le dita la
corretta posizione del feto. In caso di presentazione anomala bisogna
cercare di porre il feto in una delle due posizioni classiche: zampe
anteriori in avanti e musello all'altezza del ginocchio, oppure zampe
posteriori parallele. La regola d'oro, una volta verificata la corretta
posizione, è sempre quella di non intervenire e lasciare che l'animale possa
partorire in tranquillità con i tempi che la natura ha scelto. A fine
gestazione i riproduttori devono avere a disposizione il miglior fieno
presente in azienda. Somministrate foraggio di secondo/terzo taglio
integrandolo con alimenti concentrati (tipo mais, orzo e soia in granella).
Durante la lattazione la distribuzione di fieno di primo e secondo taglio è
a volontà e l'integrazione a base di concentrati può raggiungere il
chilogrammo al giorno a seconda della quantità di latte prodotta. Utile è
anche dare granella di mais intera che, stimolando la masticazione, induce
la produzione di saliva la quale favorisce la digestione degli alimenti a
livello del rumine.
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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