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Vita in Campagna
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Tappeto erboso. Nel periodo estivo le cure colturali da dedicare al tappeto erboso hanno lo scopo di aiutarlo a superare nel migliore dei modi le condizioni avverse rappresentate dalle elevate temperature e dalla siccità tipici della stagione.
Quando effettuare il taglio del tappeto erboso. In luglio e in agosto la frequenza dei tagli di norma si riduce e si può arrivare anche a intervalli di 10-15 giorni. Come è noto la frequenza dei tagli è strettamente correlata ai ritmi di crescita dell'erba, che a sua volta è influenzata dall'andamento stagionale, quindi può capitare che gli intervalli appena citati possano essere diversi in presenza di tappeti erbosi irrigati o di andamenti climatici più freschi e piovosi della norma. In questi mesi bisogna sempre mantenere l'altezza di taglio leggermente maggiore rispetto ai mesi primaverili ed autunnali (VEDI FOTO A), al fine di proteggere la zona del colletto (zona dove le radici si inseriscono sul fusto) dall'eccessiva insolazione e dalle alte temperature.
In settembre effettuate un taglio a settimana. In settembre il ritmo di crescita della vegetazione è molto simile a quello del periodo primaverile. Per mantenere il manto erboso in condizioni ottimali è necessario tagliare l'erba una volta a settimana.
Sospendete le concimazioni. In questi mesi estivi è buona cosa sospendere le concimazioni, in quanto si comprometterebbe la salute delle erbe del prato già provate dalle alte temperature e dalla scarsità d'acqua disponibile nel terreno.
Evitate di irrigare durante il giorno. In estate aumentano le temperature e con esse le esigenze d'acqua del prato: occorre quindi irrigare se non si vuole vederlo dapprima ingiallire e poi seccare. Il momento consigliato per l'irrigazione è il mattino presto; in queste ore infatti le temperature sono più basse e si riducono le perdite per evaporazione ed anche gli sbalzi di temperatura, che possono indurre un rallentamento della crescita degli steli. Inoltre, rispetto ad un'irrigazione serale, la foglia rimane bagnata per un tempo minore e quindi si allontanano i rischi di attacchi fungini, favoriti da lunghi tempi di bagnatura delle foglie.
 
A - Tappeto erboso. Mantenete l'altezza di taglio leggermente maggiore rispetto ai mesi primaverili e autunnali, al fine di proteggere il colletto delle piante dall'eccessiva insolazione e dalle alte temperature del periodo

Piante annuali, biennali e perenni. Se avete provveduto a fine autunno o a fine inverno alla concimazione organica di base delle aiole con stallatico maturo, non risulta strettamente indispensabile nessun intervento di concimazione.
Durante l'estate la maggioranza delle piante erbacee richiede irrigazioni costanti e sistematiche. Questo intervento deve rispettare alcuni criteri fondamentali: non irrigate nelle ore centrali della giornata e preferite, quando possibile, le ore del primo mattino a quelle della sera, in modo da evitare che le piante rimangano a lungo bagnate durante le ore notturne, condizione favorevole allo sviluppo di molte malattie fungine.
Se le temperature elevate si protraggono anche in settembre irrigate regolarmente. Continuate ad irrigare regolarmente, con un occhio di riguardo alle piante in piena fioritura nel caso le temperature elevate e le condizioni climatiche siccitose si protraggono durante il mese di settembre.
Ecco cosa fare affinché le piante annuali, biennali e perenni fioriscano fino a dopo l'estate. L'eliminazione dei fiori appassiti stimola ulteriormente la notevole attitudine alla rifiorenza caratteristica di molte perenni a fioritura estiva. Recidete alla base gli steli fiorali di tutte le perenni quando non portano più boccioli. In questo modo, oltre a restituire alla piante un portamento più ordinato e compatto, contribuirete a rinvigorirne i cespi, indirizzando l'energia risparmiata dalla mancata maturazione del seme verso la produzione di nuove foglie basali.
Come rallentare lo sviluppo delle infestanti nelle aiole. Potete così ridurre la frequenza degli interventi di diserbo nei confronti delle piante infestanti disponendo sul terreno di aiole e bordure uno strato di 5-10 cm di paglia, sfalci d'erba secchi o frammenti di corteccia (VEDI FOTO B): una semplice pacciamatura di questo tipo assolve il duplice scopo di rallentare lo sviluppo delle infestanti e di garantire una più costante umidità del terreno.
L'elevata umidità relativa dell'aria favorisce le infezioni di oidio o mal bianco. Nel mese di agosto la stagione decorre calda e con elevati tassi di umidità relativa dell'aria, condizioni queste che favoriscono le infezioni di oidio o mal bianco in diverse specie di piante. La vegetazione fogliare si ricopre di muffa biancastra che odora di fungo fresco, ingiallisce e dissecca. Alla comparsa delle prime manifestazioni intervenite con zolfo bagnabile-80 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Se le temperature sono elevate trattate durante le ore meno calde.
 

   B- Piante annuali, biennali e perenni. Disponete su aiole e/o bordure uno strato di 5-10 cm di paglia, sfalci d'erba secchi o frammenti di corteccia: rallenterete lo sviluppo delle infestanti e garantirete al terreno una più costante umidità


Bulbose e tuberose. Irrigate con generosità le bulbose estive in fiore (agapanto, begonia tuberosa, dalia, gladiolo, lilium, ecc.). Fatelo ogni 3-4 giorni, possibilmente evitando di bagnare i fiori e il fogliame, che potrebbero rovinarsi o sviluppare malattie fungine. Controllate che l'acqua penetri in profondità e in modo uniforme nel terreno per non creare pericolosi ristagni.
Somministrate, due volte al mese, un concime specifico per bulbose e tuberose. Due volte al mese effettuate una concimazione con un prodotto liquido specifico per bulbose e tuberose, a basso tenore in azoto (per evitare l'eccessivo sviluppo fogliare a scapito dei fiori), e ad alto tenore in potassio (per aiutare la formazione di bulbi forti e resistenti alle malattie). Un buon prodotto dovrebbe avere un titolo 4-6-8 ed essere somministrato diluito in acqua secondo le indicazioni riportate in etichetta.
Ecco cosa fare perché i bulbi tornino a fiorire la prossima estate. Eliminate con costanza i fiori appassiti: impedirete così che la pianta convogli energie verso la formazione dei semi. Lasciate invece intatto il fogliame fino al suo naturale appassimento.
Scelta e acquisto delle bulbose e tuberose. Nei primi giorni di settembre è possibile iniziare a scegliere e acquistare le bulbose e tuberose a fioritura primaverile come crochi, narcisi, giacinti, muscari, ecc. Scegliete con cura i bulbi: nel caso questi al tatto si rivelassero mollicci non acquistateli, così come quelli ammuffiti o scalfiti. Valutate con attenzione le offerte speciali: i bulbi meno costosi sono spesso più piccoli rispetto a quelli di prima scelta, e le dimensioni dei fiori ne risentono.
 

Rosai. I mesi più caldi richiedono un'irrigazione costante e attenta. Irrigate una volta alla settimana o due volte secondo la natura del terreno, abbondantemente (circa 10 litri d'acqua per arbusto di medie dimensioni), nelle ore serali o al mattino molto presto, sotto chioma. Un'irrigazione abbondante aiuta le piante a mantenere le radici in profondità e quindi più riparate dal caldo estivo e dal freddo invernale.
Durante luglio e agosto, i mesi più caldi, le rose rallentano le fioriture: ecco come fare per stimolare le piante a una nuova fioritura. Continuate a eliminare le rose appassite dagli arbusti rifiorenti, per sollecitare le piante a una nuova fioritura, asportando circa 1/3 del ramo, sopra a una foglia completa, rivolta verso l'esterno del cespuglio, che abbia una gemma evidente all'ascella. Questo lavoro aiuta la pianta a non sprecare preziose energie nella formazione e maturazione dei frutti (cinorrodi). Non intervenite invece sugli arbusti che produrranno bacche interessanti, (Rosa rugosa, Rosa complicata, Rosa scabrosa e tutte le rose botaniche), da godere nei mesi autunnali. Eliminate i rami che crescono al centro dei rosai troppo ricchi di vegetazione, per consentire una migliore circolazione di aria all'interno della chioma e prevenire l'insorgere di malattie fungine.
Effettuate una concimazione solo a fine agosto. Solamente verso la fine di agosto, quando la temperatura inizia a farsi più mite, somministrate un concime specifico per rose (da impiegare attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta) ai rosai che hanno terminato in ritardo la prima fioritura, e non sono quindi già stati fertilizzati nel mese di giugno, e a quelli che hanno prodotto fiori anche in luglio e agosto per prepararli alla fioritura autunnale; sarchiate leggermente il terreno, in modo da incorporare il concime e irrigate.
Moltiplicazione. Il periodo che va dalla metà di luglio alla metà di agosto è il migliore per procedere alla moltiplicazione dei rosai tramite il metodo a talea, propaggine e margotta. Per un rosaio dai rami molto rigidi la margotta (VEDI DISEGNO) è il metodo migliore per ottenere una nuova piantina. Tale pratica consiste nel far radicare una porzione di ramo sulla pianta, che verrà successivamente asportata e messa a dimora.
Se in settembre le temperature si mantengono elevate continuate ad irrigare. Se le piogge tardano ad arrivare e la temperatura si mantiene elevata, continuate ad irrigare i rosai, che ben presto emetteranno i germogli di nuove fioriture.



Rosai: la moltiplicazione per margotta.
Scegliete un ramo abbastanza giovane e praticare un'incisione nella corteccia lunga un paio di centimetri, subito sotto una gemma, come riportato nel disegno (a). Sollevate il lembo tagliato e inserite uno stuzzicadenti (b). Avvolgete il tutto con torba umida e chiudete in un involto di plastica scura che va fissato sopra e sotto con un legaccio (c). Mantenete sempre umida la torba, facendovi colare sopra acqua dall'alto. Una volta che le radici si sono sviluppate, tagliate il ramo sotto la margotta (d), liberatela dal foglio di plastica, facendo attenzione a non danneggiare le piccole radici e mettetela a dimora nel luogo che avete scelto, lasciando la torba che l'avvolge

Siepi, arbusti e alberi. In corrispondenza dei mesi più caldi dell'anno tutte le piante osservano un periodo di riposo. Vanno pertanto ridotte concimazioni e potature, ma non le irrigazioni.
Effettuate gli interventi d'irrigazione preferibilmente il mattino presto o la sera, dopo il tramonto, per evitare perdite per evaporazione e sbalzi di temperature che sono pericolosi per le piante. Se disponete di acqua di pozzo è preferibile farla sostare durante il giorno in vasche di deposito, in modo da alzarne leggermente la temperatura. Evitate di inzuppare il terreno; l'acqua deve drenare e il terreno attorno al colletto (zona dove le radici si inseriscono sul fusto) deve restare fresco, non fradicio. Cercate infine, per quanto possibile, di non bagnare le foglie.
Pacciamatura e protezione delle piante dal caldo. La pacciamatura costituisce un metodo efficace per limitare le perdite di acqua per evaporazione e conservare umidità a livello del suolo. Può essere effettuata con corteccia di pino, lapillo vulcanico, teli anti-alga, tessuto non tessuto, paglia, sfalci d'erba, foglie, ecc.
Fate attenzione agli afidi. Infestazioni di afidi possono interessare le piante con formazione di nuova vegetazione. Su Cedrus atlantica e Cedrus deodara continuano gli attacchi dell'afide Cinara cedri (VEDI FOTO C). Le loro infestazioni causano l'arrossamento e la perdita degli aghi, per cui le piante subiscono forti defogliazioni e sono esposte a deperimenti vegetativi, talora irreversibili. I suddetti afidi si possono combattere intervenendo con imidacloprid-17,8 (non classificato) o thiametoxam-25 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta.
 

   C- Avversità di siepi, arbusti e alberi. Infestazione di Cinara cedri, 2 millimetri


Messa a dimora. Da settembre in poi potete iniziare a preparare le buche per la messa a dimora nel prossimo autunno di siepi, arbusti e alberi. Ricordate sempre di scegliere specie adatte al clima della zona e al terreno del vostro giardino.
 

Piante in vaso da fiore. In luglio ed agosto tutte le piante in vaso da fiore per terrazzo e balcone, se poste in una posizione ottimale, sono al massimo del loro splendore: lantane, portulache, gerani, ecc., danno il meglio di sé in pieno sole.
In estate la richiesta d'acqua è continua. È fondamentale bagnare tutto il terriccio del vaso, in modo da non lasciare zone secche nelle quali si possano accumulare sali dannosi per le radici. È preferibile bagnare la sera, circa un'ora dopo il tramonto (impiegando acqua a temperatura ambiente), o anche il mattino presto, in ogni caso quando il sole non colpisce più direttamente la pianta e soprattutto il vaso: uno degli errori più gravi, infatti, è quello di bagnare vasi surriscaldati.
Cosa fare nel caso andaste in vacanza. Nel caso andaste in vacanza per una decina di giorni seguite i suggerimenti riportati nel DISEGNO.
 



Piante in vaso da fiore.
Se andate in vacanza per una decina di giorni, poco prima della partenza effettuate sulle piante un'energica potatura asportando metà della vegetazione, i fiori ed i boccioli (1), e irroratele poi con un fungicida, attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta (2) per scongiurare l'insorgenza di marciumi. Innaffiate abbondantemente (3), ponete sulla superficie del terriccio alcuni fogli di giornale inzuppati d'acqua (4), copriteli con un foglio di cellophane chiaro (5) e mettete i vasi in una posizione parzialmente soleggiata: con questa riserva d'acqua le piante riusciranno a sopravvivere fino al vostro ritorno


Se desiderate mantenere in fiore le vostre piante bisogna che le concimiate con molta frequenza. Somministrate, ogni 2-3 mesi, concimi a cessione programmata, che apportano costantemente nutrienti nel tempo; si trovano sotto forma di granuli o in stick (bastoncini) da infilare nel terreno, sempre attenendosi alle indicazioni riportate sulle etichette delle confezioni di vendita. Se desiderate invece impiegare concimi liquidi, scioglieteli nell'acqua di irrigazione, somministrandoli 2-3 volte la settimana alle dosi minime o anche a dosi dimezzate rispetto a quelle riportate in etichetta.
Eliminate i fiori secchi dalle piante. È buona norma eliminare dalle piante i fiori secchi, non solo per una ragione estetica, ma anche perché si evita che la pianta consumi preziose energie nel produrre semi: se la pianta non produce semi produrrà molti più fiori.
In settembre con l'accorciarsi delle giornate limitate le innaffiature. Con gli abbassamenti delle temperature e con il veloce accorciarsi delle giornate, le piante necessitano di essere innaffiate di meno.
 

Piante d'appartamento. Durante i mesi estivi le piante sono nel pieno del loro sviluppo vegetativo. Le temperature e la luminosità sono elevate, perciò dovete irrigarle abbondantemente, facendo in modo che l'acqua non permanga a lungo nei sottovasi, per evitare l'insorgenza di marciumi a livello delle radici.
Prestate particolare attenzione a felci e marante, che richiedono un terriccio sempre moderatamente umido e non sopportano "colpi di asciutto", frequenti e possibili in questo periodo, i quali potrebbero causare antiestetici seccumi alle foglie di queste specie. I ficus (Ficus benjamina, Ficus elastica e Ficus lyrata), invece, avendo un fogliame più coriaceo, sopportano meglio qualche giorno di siccità. Risulta utile anche nebulizzare il fogliame delle sopra citate specie in modo da rinfrescarle, evitando però le ore più calde della giornata.
Irrigate anche le piante succulente. A luglio e agosto anche le piante succulente devono essere irrigate abbondantemente perché è proprio in questo periodo che devono ricostituire, all'interno dei loro tessuti, le riserve d'acqua che utilizzeranno poi nel periodo autunno-invernale.
Evitate di lasciare le piante per alcuni giorni, se non settimane, senza adeguate cure. Purtroppo questi sono anche i mesi delle ferie e lasciare le piante per alcuni giorni, se non settimane, senza adeguate cure può compromettere il loro sviluppo futuro. Le piante non possono essere abbandonate: dovete quindi lasciarle in cura a qualche parente o amico; nel caso di vacanze brevi (6-7 giorni) vi suggeriamo di interrare in ogni vaso, dalla parte del collo, una bottiglia piena d'acqua che consentirà un'autonomia di alcuni giorni. (VEDI DISEGNO)
Per le piante d'appartamento che tenete sul balcone o in giardino può essere invece utile un impianto d'irrigazione a goccia abbinato a un programmatore; in commercio vi sono diversi modelli, in kit da assemblare, che permettono di innaffiare perfettamente le piante.

   Piante d'appartamento. Per innaffiare "goccia a goccia" realizzate al centro del tappo di una bottiglia un piccolo foro, ed uno o due fori sul fondo della bottiglia; riempite la bottiglia d'acqua e affondate il tappo nel terriccio del vaso. L'acqua scenderà lentamente bagnando le radici in profondità


Le piante sistemate all'aperto, in giardino o su un balcone, in un ambiente ombreggiato, soffriranno meno il caldo, perché all'esterno c'è una maggiore circolazione di aria.
È importante fornire in questo periodo gli elementi nutritivi alle piante. In questo periodo è molto importante fornire alle piante gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno. Intervenite, quindi, ogni 7-10 giorni somministrando concimi liquidi e ricordandovi di rispettare le dosi riportate in etichetta. In alternativa potete utilizzare concimi granulari, che possono avere una durata maggiore: ricordatevi di interrarli di alcuni centimetri.
Ecco cosa fare agli inizi di settembre. Approfittate di questo momento per eliminare dalle piante le foglie ingiallite, se presenti, o danneggiate; è anche conveniente fare loro una bella doccia: in questo modo toglierete l'eventuale polvere che si è depositata sulle foglie durante l'estate.

 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


OrtoOrto Torna alla presentazione

I lavori da eseguire nell'orto in luglio e in agosto. In questo periodo l'attività nell'orto è molto intensa ed è necessario intervenire di continuo per effettuare i molteplici lavori indispensabili per seguire le colture in atto, oppure per proseguire od iniziare la coltivazione di quelle che si raccoglieranno nell'autunno-inverno.
Uno dei lavori più impegnativi in questo periodo è l'irrigazione, ma fatelo con moderazione. In genere durante questo periodo le piogge possono essere scarse e/o mal distribuite; innaffiate quindi con regolarità perché le piante non soffrano la siccità e non si alternino periodi in cui il terreno è troppo asciutto con periodi in cui è eccessivamente bagnato. Non eccedete però con gli apporti d'acqua, perché si possono verificare seri inconvenienti come l'aumento di malattie causate da funghi, la spaccatura dei frutti e la produzione di ortaggi di qualità poco soddisfacente. Ecco quindi la necessità di irrigare con moderazione intervenendo più volte con limitate quantità di acqua evitando di farlo nelle ore più calde della giornata ed intervenite utilizzando il metodo per scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi e/o a mezzo di manichette o tubi forati. Tali sistemi riducono o eliminano la possibilità che si verifichino scottature sulla parte aerea della pianta (foglie, fiori, frutti) perché, di solito, questa non viene bagnata. Adottando poi la pacciamatura e le manichette forate per l'irrigazione (VEDI DISEGNO) si risparmia acqua, la si distribuisce con maggiore regolarità, si evita di bagnare la parte aerea della pianta, impedendo o limitando lo sviluppo di malattie causate da funghi, e si ottengono prodotti puliti perché questi non sono a diretto contatto del terreno.
 
   Pacciamatura e manichette forate per l'irrigazione. Adottando la pacciamatura e le manichette forate per l'irrigazione si risparmia acqua, si evita di bagnare la parte aerea delle piante impedendo, o limitando, lo sviluppo di malattie causate da funghi e si ottengono prodotti puliti perché questi non sono a diretto contatto del terreno


Risparmiate acqua eliminando le piante infestanti. Per risparmiare acqua eliminate prontamente le piante infestanti, che sottraggono, almeno in parte, l'acqua destinata alle colture. Adottate se possibile la pacciamatura con teli plastici scuri oppure con paglia in tutte le colture in cui è consigliabile attuare tale pratica. Diverse coltivazioni autunno-invernali, come indivia riccia, scarola, lattuga a cappuccio, radicchio da cespo (soprattutto chioggiotto) e, volendo, anche finocchio e cavolo possono beneficiare della pacciamatura, specialmente se attuata con teli plastici.
Rinforzate i sostegni di tutti gli ortaggi che abbisognano di essere sorretti. Controllate di continuo e, se necessario, rinforzate i sostegni di tutti gli ortaggi che abbisognano di essere sorretti (fagiolo e fagiolino rampicante, cetriolo, pomodoro ed altri), specialmente quando la vegetazione si sviluppa verso la parte alta dei sostegni, e aumenta il pericolo che il vento li rovesci o li spezzi. Continuate a legare ai tutori i vari ortaggi anche quando la vegetazione tende a rallentare (agosto).
Ortaggi in coltura protetta. Se avete protezioni di medio-grandi dimensioni, in luglio (o anche prima nei climi più caldi rispetto a quello della pianura padana) arrotolate i teli sul colmo dei tunnel ed avvolgeteli con i materiali plastici neri che si impiegano per la pacciamatura. Questo per evitare che i teli stessi si alterino a causa dell'elevata luminosità e dell'intenso calore che si verificano nella piena estate. Qualora invece lasciaste montati i teli non chiudete mai le aperture neppure di notte, ma togliete le testate in modo che vi sia il miglior arieggiamento possibile. Seguite con costanza le colture in atto specialmente a mezzo di irrigazioni e concimazioni in copertura. Tenete sempre ben sorrette le piante, fissandole ai tutori, fino al termine della produzione. Poi, via via che le colture (fagiolino, zucchino, melone) terminano il loro ciclo produttivo, iniziate la preparazione del terreno per seminare ortaggi autunno-invernali come lattuga da taglio, cicoria da taglio e da cogliere, valerianella, ravanello ed altri.

Fagiolo e fagiolino. Se volete seminare varietà nane di fagiolino non andate oltre la metà di luglio, per essere sicuri di completare le raccolte entro la fine dell'estate o nelle prime settimane d'autunno. Entro metà luglio ultimate le semine anche del fagiolo dall'occhio nano, che rispetto ai fagiolini forma con più facilità i frutti nei periodi caldi e si dimostra particolarmente adatto, dopo una velocissima cottura, alla conservazione in congelatore. Pulite le aiole dalle piante infestanti, irrigate e raccogliete.

Lattuga a cappuccio e da taglio. Entro luglio seminate le varietà estive ed estivo-autunnali di lattuga da cespo. È necessario tenere presente che con temperature elevate (ma già con valori superiori ai 20 °C) la germinazione può diventare difficile. Trapiantate quando le piantine presentano 4-5 foglie (in agosto le varietà estivo-autunnali). Pulite le colture dalle piante infestanti, irrigate e raccogliete. A partire dalla seconda metà di agosto potete, in genere, iniziare le semine delle lattughe da taglio.

Melanzana, peperone, pomodoro. Pulite le aiole dalle piante infestanti, concimate in copertura (anche con un concime a lenta cessione) ed irrigate, preferibilmente per scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi. Tenete sempre ben legate ai sostegni le piante man mano che crescono, soprattutto quelle di pomodoro, a cui vanno asportati i germogli che si sviluppano alla base delle foglie (femminelle) nelle varietà che continuano a crescere in altezza (indeterminate). Non cimate queste piante, ma lasciatele vegetare; così la produzione durerà più a lungo e le bacche saranno di ottima qualità se, come detto, sosterrete le piante con ripetute e moderate concimazioni in copertura e a mezzo di regolari, ma non eccessive, irrigazioni. Procedete alla raccolta di tutti questi ortaggi. Durante lo stacco dei frutti aiutatevi con delle forbici e, raccogliendo le melanzane, infilate guanti da lavoro per evitare possibili dolorose punture causate dalle spine presenti sul peduncolo e sul calice.
Ecco come intervenire in presenza delle infezioni di peronospora su pomodoro. In seguito alle forti rugiade notturne che mantengono bagnata la vegetazione fino alle tarde ore del mattino, si sviluppano epidemiche infezioni di peronospora (Phytophthora infestans, VEDI FOTO D). Molto spesso le piante, rimaste indenni durante il periodo più caldo, subiscono attacchi che si rivelano distruttivi. È pertanto opportuno mantenere costantemente protette le piante da questa temibile malattia trattando con cadenza settimanale. Siccome le raccolte avvengono a brevi intervalli è indispensabile impiegare prodotti che hanno un brevissimo periodo di sicurezza, comprendenti preparati commerciali a base di rame con un tempo di sicurezza di appena 3 giorni (ad esempio Basiram L-Gowan-Italia, irritante, Cuproxat SDI-Sipcam, non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Questi prodotti riescono a proteggere le piante anche da altre malattie fungine quali septoriosi (Septoria lycopersici), alternariosi (Alternaria porri forma solani) e malattie batteriche come la picchiettatura batterica (Pseudomonas syringae var. tomato), e maculatura batterica (Xanthomonas campestris var. vesicatoria).

   D- Avversità sul pomodoro. Foglie di pomodoro affette da peronospora (Phytophthora infestans)

Patata. Raccogliete ad iniziare dalle varietà precoci (circa metà luglio in pianura padana) per proseguire poi con quelle più tardive. Durante le operazioni di raccolta evitate di ammaccare o ferire le patate. Separate già al momento della raccolta i tuberi sani da quelli guasti, eventualmente rotti e fortemente ammaccati. Prima di immagazzinarli puliteli dalla terra che spesso viene trattenuta sulla buccia (specialmente quando la coltivazione si attua in terreni pesanti o tendenti al compatto).
Fate attenzione alla presenza sia delle infestazioni di dorifora che di larve di tignola. La coltura è esposta ad eventuali infestazioni di dorifora (Leptinotarsa decemlineata). Nei confronti delle giovani larve potete intervenire con azadiractina-1 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta, oppure con deltametrina-1,63 (irritante) o ciflutrin-5 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Questi preparati sono efficaci anche nei confronti delle larve di tignola (Phthorimaea operculella, VEDI FOTO E), che colpiscono maggiormente le varietà a maturazione tardiva. Le larve minano le foglie e gli steli, ma i danni maggiori sono quelli che arrecano ai tuberi, nei quali scavano gallerie, rendendoli inutilizzabili. I danni, spesso inavvertiti o sottovalutati alla raccolta, aumentano progressivamente con la conservazione dei tuberi, in seguito allo sviluppo delle nuove generazioni.

E- Avversità della patata. Larva di tignola della patata (Phthorimaea operculella, 10-12 millimetri)

Radicchio e cicoria. Seminate e trapiantate i vari tipi di radicchio e di cicoria. Nelle aiole seminate tenete fresco il terreno, intervenendo più volte con limitate quantità d'acqua. Dalla metà di agosto iniziate la semina delle cicorie da taglio. Nelle colture in atto pulite le aiole dalle piante infestanti ed irrigate ripetutamente, ma senza eccedere con le quantità d'acqua. Concimate in copertura e con moderazione solo le colture più stentate. Raccogliete le cicorie da taglio che solitamente si consumano cotte.

Zucca e zucchino. Pulite le colture di zucca dalle piante infestanti, concimate in copertura ed irrigate, specialmente se il tempo si presenta asciutto, sospendendo gli apporti d'acqua quando i frutti hanno raggiunto, in linea di massima, lo sviluppo tipico delle varietà. Se volete, sostenete i frutti in fase di crescita. Soprattutto nella seconda metà di agosto è possibile raccogliere qualche zucca di varietà precoci.
Fino a metà-fine luglio seminate a dimora lo zucchino oppure, preferibilmente, trapiantate piantine con pane di terra. Tenete pulite le aiole dalle piante infestanti, concimate in copertura e irrigate. Se è necessario collocate dei tutori per sostenere quelle varietà le cui piante hanno un forte sviluppo vegetativo. In ogni caso per tutte le varietà è molto valida la coltura su sostegni. Procedete alla raccolta.
 

 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


FruttetoFrutteto Torna alla presentazione

Alcuni lavori comuni a tutte le specie di piante da frutto in luglio e in agosto. Siamo in piena estate, periodo nel quale il grande caldo e la riduzione delle piogge possono creare problemi alle piante da frutto. L'impegno del frutticoltore deve essere rivolto specialmente ad una buona gestione dell'irrigazione per diminuire lo stress causato dalla siccità. Ricordate che sia le lavorazioni del terreno che gli sfalci dell'erba sono utili per contrastare la siccità in quanto limitano le perdite di acqua dal suolo, acqua che così rimane disponibile per gli alberi da frutto.
Dopo la metà di agosto si possono innestare a gemma dormiente e a scheggia varie specie da frutto. Gli innesti a gemma dormiente (VEDI FOTO F) e a scheggia sono dei tipi di innesto ideali per il vivaio, su portinnesti dell'anno che abbiano raggiunto un diametro di 1,5-2 centimetri. Se dovete innestare alberi già adulti conviene operare a fine inverno con altri tipi di innesto.
 

F- Innesto a gemma dormiente. 1-Prelevate le marze da rami posti in posizione soleggiata, ben maturi e da piante sicuramente sane. Asportate le foglie del rametto-marza lasciando 1 centimetro di picciòlo. 2-Prelevate le gemme partendo da quelle poste sulla parte terminale del rametto-marza inserendo la lama 1 centimetro sotto di essa... 3-...per uscire qualche centimetro dopo; le gemme devono restare attaccate al legno. 4-Sul portinnesto eseguite un taglio a "T" avendo cura di non intaccare il legno sottostante la corteccia. 5-Prelevate la gemma strappandola dal rametto-marza: si formerà una codina che servirà per maneggiarla meglio; inseritela nel taglio a "T" e... 6-...tagliate la codina. 7-Le legature possono essere effettuate con diversi materiali; se impiegate materiali elastici potete lasciarli fino alla primavera successiva, altrimenti nelle piante giovani dovete toglierli dopo una decina di giorni. 8-Dopo l'innesto è utile coprire le gemme con alcuni stati di carta che scogiureranno gli attacchi di cidia e anarsia


Prosegue in questo periodo la raccolta di molte specie da frutto. Dopo la raccolta di ciliegie, albicocche e pesche iniziata nei mesi scorsi, cominciano a maturare altre specie importanti come pere, mele e susine, nonché altri frutti minori. La raccolta quindi è uno dei lavori più importanti. Raccogliete preferibilmente al mattino quando la temperatura non è ancora elevata e la frutta non ha accumulato eccessivo calore. Questo consente di allungare un po' la durata della conservazione, sia in ambiente normale che in cella frigorifera. Selezionate con cura la produzione in base alla sua destinazione. Per l'autoconsumo familiare vanno scartati solo i frutti guasti o con lesioni recenti dalle quali possono penetrare velocemente i marciumi. Tali lesioni sono generalmente dovute a grandine recente o ad attacchi parassitari; per la produzione destinata alla vendita, invece, il discorso è diverso poiché i frutti devono essere privi di difetti pregiudizievoli nonché avere pezzatura e colore che rientrino negli standard commerciali stabiliti per ogni specie e varietà.

Pomacee (melo, pero, cotogno). L 'irrigazione apporta degli indubbi vantaggi al melo poiché consente una costante attività vegetativa accompagnata dall'accrescimento regolare dei frutti; se l'andamento stagionale fosse siccitoso per lunghi periodi dovrete progressivamente accorciare di qualche giorno i turni indicati man mano che si andranno esaurendo le riserve d'acqua del sottosuolo. In particolare se avete un impianto irriguo a goccia dovete ravvicinare molto i turni fino ad irrigare tutti i giorni se il vostro terreno ha poca capacità di ritenzione dell'acqua, ad esempio se il suolo è sabbioso.
Se avete poca disponibilità di acqua, cercate di ottimizzarne l'impiego. Nel caso aveste poca disponibilità di acqua, per ottimizzarne l'impiego tenete conto di quanto indicato nei lavori comuni a tutte le specie. Ricordate che i meli su portinnesti vigorosi hanno l'apparato radicale molto espanso e profondo in grado di rifornirsi d'acqua dagli strati più sotterranei e quindi resistono meglio alla siccità rispetto a quelli con portinnesti deboli (EM 9 ed EM 26). Tenete molto in considerazione anche l'epoca di maturazione poiché le maggiori esigenze idriche si hanno sempre nelle ultime settimane che precedono la raccolta e quindi, ad esempio, dovete distribuire più acqua alla varietà Gala, che matura a metà agosto, rispetto alla Granny Smith che si raccoglie ad ottobre.


Drupacee (pesco e nettarina, albicocco, susino, ciliegio). In questo periodo si raccoglie la maggior parte delle varietà di pesco e nettarina, sia bianche che gialle. Qualità e conservabilità dei frutti dipendono molto dall'epoca e dalle modalità di raccolta: è la pianta stessa ad indicarvi il momento ideale per la raccolta, che si verifica quando all'estremità delle branche si ha qualche frutto maturo. Se si inizia la raccolta quando vi sono alcuni frutti maturi all'estremità delle branche, gli altri tendono a maturare scalarmente, ma rapidamente, e sono necessari pochi stacchi; se, invece, la raccolta viene iniziata con notevole anticipo, anche i rimanenti frutti tendono ad anticipare la maturazione dilazionandola però nel tempo.
Dopo la metà di agosto effettuate gli innesti a gemma dormiente e a scheggia. Gli innesti a gemma dormiente e a scheggia possono essere effettuati dopo la metà di agosto. Le marze vanno prelevate da piante sicuramente sane, in posizioni esposte alla luce e devono presentare una buona maturazione del legno. In molte parti d'Italia e non solo, vi è una grave malattia da virus, la sharka, che causa seri danni ai frutti e si trasmette per mezzo degli afidi, ma in modo particolare con l'innesto. Trattasi di una malattia soggetta a lotta obbligatoria per la quale è prevista l'estirpazione delle piante ammalate o degli appezzamenti parzialmente infetti.
Ecco come eseguire gli innesti a gemma dormiente e a scheggia. Per l'esecuzione dell'innesto a gemma dormiente (VEDI FOTO F) per l'innesto a scheggia (VEDI DISEGNO).
 

Esecuzione dell'innesto a scheggia. Prelevate un ramo della varietà desiderata ed asportate le foglie lasciando 1 centimetro di picciòlo. 1-Dal ramo prelevate gli scudetti: tenendo il ramo con la base verso di voi, eseguite il taglio partendo 1 centimetro sopra la gemma per finire 2 centimetri sotto ed effettuate un taglio obliquo, a scalpello, nella parte inferiore. 2-Sul portinnesto asportate uno scudo di forma analoga: fate scorrere il coltello per 3-4 centimetri tra la corteccia ed il legno, senza intaccarlo e senza asportare la linguetta venuta così a formarsi, che reciderete, qualche millimetro sopra la fine del taglio, ottenendo un supporto per la gemma che andrete poi ad inserire. 3-Ponete lo scudetto (1) nella sede realizzata sul portinnesto. 4-Legate l'innesto con nastro di plastica



In questo periodo l'irrigazione è quanto mai necessaria per ottenere frutti di buona qualità. Fino alla fase di "frutto-noce", la quale, nelle varietà tardive che maturano in settembre, può durare tutto maggio, giugno e parte di luglio, il pesco consuma pochissima acqua, specialmente se gli alberi sono innestati su portinnesti vigorosi. Il grande fabbisogno di acqua si verifica 30-40 giorni prima della maturazione, da quando cioè i frutti iniziano ad ingrossare. Un altro fattore che influenza il consumo d'acqua delle piante è la quantità di produzione, fattore da tener presente assieme al tipo di terreno. Anche delle corrette potature verdi limitano il fabbisogno di acqua. Ricordate inoltre che eccessive concimazioni chimiche portano l'albero ad avere più bisogno di acqua.


Agrumi. Nel periodo estivo maturano il limone "verdello", proveniente dalle fioriture estive (del 2009), e l'arancia Valencia late, che richiede un periodo di 14-16 mesi dalla fioritura per arrivare alla maturazione completa.
Effettuando la potatura evitate di esporre eccessivamente la parte interna della chioma delle piante di agrumi ai raggi solari. Ogni anno, a causa della presenza del mal secco dei limoni, il limoneto si deve potare in estate. Fate sempre attenzione a non esporre eccessivamente la parte interna della chioma ai raggi solari; ricordatevi che la cocciniglia bianca e il ragnetto rosso si giovano delle ondate di calore: infatti le popolazioni di insetti utili fanno più fatica a controllarli perché sono disturbate dai raggi solari più intensi.
Cosa fare dopo aver potato le piante di agrumi. Le piante reinnestate e quelle potate drasticamente vanno spennellate con calce liquida diluita in acqua, per riflettere i raggi solari. Si ricorda che le piante di agrumi sono sempreverdi e quasi tutte le loro riserve sono accumulate all'interno della parte aerea. Potare significa quindi gestire il bilancio delle riserve della pianta.
Effettuate una concimazione fogliare allo scopo di aumentare la pezzatura dei frutticini di agrume. Entro luglio potete effettuare un'ultima concimazione fogliare con urea tecnica + solfato di zinco + solfato di manganese alle dosi rispettivamente di grammi 500 + 125 +125 per 100 litri d'acqua, allo scopo di aumentare la pezzatura dei frutticini se questa non fosse soddisfacente.
Cosa fare nel caso si verificassero sintomi di insufficiente assorbimento di ferro. In questo periodo caldo invece è consigliabile immettere nell'impianto irriguo o distribuire a mano sul terreno i chelati di ferro, qualora vi fossero sintomi di insufficiente assorbimento di questo elemento. Sarebbe utile in ogni caso avere un'idea dei contenuti fogliari degli elementi che più comunemente nei nostri ambienti possono dare problemi per insufficienze o eccessi: azoto, potassio, magnesio, zinco, manganese, ferro, boro e cloro. Il periodo migliore per il prelievo fogliare va da metà agosto a metà ottobre: prelevate almeno 100 foglie formatesi nella primavera 2010 da piante sane e senza frutto, da tutte le esposizioni e da appezzamento omogeneo (per età, impianto irriguo, ecc.).
Comincia la fase di ingrossamento dei frutti e una non adeguata disponibilità d'acqua può compromettere la qualità del frutto. Siamo nella fase di ingrossamento dei frutti e una non adeguata disponibilità di acqua può compromettere irrimediabilmente le dimensioni finali e la qualità del frutto.
Fine luglio è il periodo statisticamente più caldo dell'anno: quindi programmate con attenzione il fabbisogno irriguo in funzione delle temperature. Per quanto riguarda i turni mantenete un intervallo massimo di 10 giorni per i terreni più sabbiosi e di 20 giorni per quelli argillosi, salvo che condizioni di un'eccessivo innalzamento termico non richiedano un intervallo più breve di alcuni giorni. I volumi d'acqua vanno aumentati fino a 1.000 litri per pianta.

Olivo. In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, l'olivo si trova nella fase di "accrescimento del frutto"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni.
Vi sono tre precisi periodi in cui l'olivo si avvantaggia notevolmente della disponibilità d'acqua. Durante la sua attività vegeto-produttiva annuale l'olivo richiede disponibilità di acqua in tre momenti particolari: ripresa vegetativa primaverile; fase di fioritura e prima crescita delle olivine; ripresa dello sviluppo del frutto e inizio dell'inolizione (accumulo dell'olio nella drupa). Se l'acqua è scarsa l'olivo si difende lasciando cadere buona parte delle olive e limitando la crescita dei rami. Perciò chi dispone di acqua non trascuri l'irrigazione; invece chi non ne può disporre, se ha il terreno tenuto a prato faccia passaggi frequenti con il trinciaerba, in modo da limitare il più possibile la concorrenza dell'erba.
Appena possibile eliminate i succhioni. Nelle piante giovanissime è necessario eliminare appena possibile i succhioni, per evitare che facciano concorrenza a rami già individuati per formare l'impalcatura; ma se un ramo sorge in un punto in cui risulta utile che cresca una branca, allora deve essere lasciato crescere.
Fate attenzione ad eventuali infestazioni di tignola dell'olivo. Per la tignola dell'olivo (VEDI FOTO G) attraverso l'osservazione settimanale delle trappole a feromone, installate, mediamente nel mese di maggio, si segue l'andamento delle catture degli insetti adulti fino alla determinazione del momento di massima cattura, che indica il picco del volo della generazione "antofaga" (che si nutre di fiori), importante per eseguire l'eventuale intervento di controllo.
 

G- Olivo. Larve della tignola dell'olivo (millimetri 7-8)


Ricordiamo che nel corso dell'anno la tignola compie tre generazioni: la prima generazione "fillofaga", che si accresce a carico delle foglie, la seconda generazione "antofaga", che si accresce a carico dei fiori, e infine la generazione "carpofaga", che si sviluppa in questo periodo a carico dei frutti e che è l'unica a provocare danni alla produzione. Per individuare il momento migliore in cui intervenire è necessario determinare, oltre al picco del volo, anche il grado di infestazione reale, prelevando un campione di 100 olive per ettaro prese a caso nell'oliveto, osservare se ci sono uova vitali e/o larve penetrate all'interno e calcolare la percentuale di olive attaccate, eventualmente ricorrendo all'assistenza di un tecnico. Il campionamento serve anche a verificare l'eventuale superamento della "soglia di intervento", cioè della percentuale minima di olive attaccate che giustifica economicamente un intervento chimico. La soglia di intervento per la tignola è del 5-7% se siamo in presenza di varietà di olive da tavola, e del 10-15% per le varietà da olio. Il prodotto chimico da utilizzare deve essere citotropico, cioè deve penetrare all'interno dell'olivina: in questo modo il prodotto agisce sia sulle uova che sulle larve penetrate. Possono essere usati prodotti a base di fosmet-17,7 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta, o di dimetoato-19 (non classificato o irritante) attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta; quest'ultimo prodotto però può essere tossico per le varietà Coratina, Bosana, Canino, Itrana, Frantoio, Vernina, Marsella e Simona, soprattutto se non è ben distribuito e se sulle olive si crea il gocciolamento.
L'intervento contro la tignola agisce anche nei confronti dei primi attacchi della mosca delle olive e contro le prime neanidi (forme giovanili) della cocciniglia "mezzo grano di pepe".
 

Castagno. I primi quindici-venti giorni del mese di luglio sono caratterizzati dalla fase finale della fioritura delle piante di castagno, fioritura che si protrae per tre settimane circa, a partire dalla seconda decade di giugno. Questa fase risulta essere molto delicata per gli equilibri della pianta e richiede che si presti particolare attenzione ad alcuni fattori legati alla produzione.
Fate attenzione all'irrigazione nel periodo della fioritura. Nel periodo della fioritura non è consigliabile intervenire con l'irrigazione del castagneto: dopo la caduta degli amenti (fiori maschili) si può intervenire con piccole somministrazioni di acqua laddove siano necessarie.
Effettuate periodicamente il taglio dei polloni. È utile effettuare periodicamente il taglio dei polloni, avendo cura di disinfettare i tagli con ossicloruro di rame-20 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Si ricorda che l'eliminazione dei polloni concorre a garantire la buona produttività del frutteto impedendo la concorrenza diretta di rami improduttivi con la crescita e lo sviluppo dei frutti.
Preparativi per la raccolta. Per le varietà più precoci di ibrido eurogiapponese la fase di maturazione e quella di caduta dei frutti iniziano nella prima decade di settembre (Primato, Bouche de Betizac). Per questo motivo, verso la fine del mese di agosto, per favorire le operazioni di raccolta, è utile provvedere allo sfalcio dell'erba e alla rullatura del terreno.
Come intervenire nei confronti del balanino. Gli adulti del balanino (VEDI FOTO H) fanno la loro comparsa nei mesi di luglio ed agosto e si nutrono dei piccoli frutti in via di formazione, che scavano col rostro. La lotta all'insetto si basa, oltre che sulla raccolta tempestiva dei frutti, con relativa cernita e distruzione dei frutti colpiti, su interventi a base di etofenprox-15 (irritante), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta.
 

H- Castagno. Larve di balanino (millimetri 12-15)

Actinidia (kiwi). Per le piantine di actinidia (kiwi) di primo anno proseguite anche per questo mese alla legatura dei germogli, iniziata a fine aprile, a fascio senza stringerli troppo: questo modo di procedere favorirà un grande sviluppo dell'apparato fogliare e radicale, presupposto essenziale per ottenere nel futuro piante particolarmente robuste.
Diradate i frutti, togliete quelli piccoli e piatti poiché hanno scarso valore commerciale. Proseguite in questo periodo con il diradamento dei frutti, togliendo eventuali frutti piccoli e piatti, poiché di scarso valore commerciale (anche se dal punto di vista qualitativo e della conservazione sono del tutto uguali agli altri).
In questo periodo, uno dei più caldi dell'annata, dovete somministrare l'acqua in maniera molto attenta. Prima di irrigare accertatevi, scavando una buca con una vanga, fino a quale profondità il terreno risulta ancora umido; ripetete l'operazione dopo un'irrigazione per sapere quanto terreno risulta bagnato: una buona irrigazione deve bagnare circa 30 centimetri di terreno, cioè lo strato comunemente esplorato dalle radici. Ogni terreno ha una sua capacità di trattenere l'acqua e per ognuno vanno studiati appropriati turni e tempi di irrigazione. Se avete poche piante e non disponete di un impianto d'irrigazione fisso, e dovete quindi irrigare con un comune tubo di gomma, non bagnate vicino al fusto, ma alla periferia della chioma. Evitate che l'acqua scorra via in superficie; se ciò accade, effettuate l'irrigazione in più riprese.

Piccoli frutti (lampone, mirtillo, mora giapponese, ribes, rovo senza spine, uva spina). Entro il mese di luglio si concludono le operazioni di raccolta delle diverse varietà di lampone nero. Durante la prima decade di agosto si conclude invece la raccolta dei frutti delle varietà di lampone rosso unifero e la prima produzione di frutti di lampone delle varietà bifere (rifiorenti) ottenuta sui polloni dell'anno precedente. Prima e durante il periodo di raccolta, negli impianti inerbiti, è necessario effettuare lo sfalcio dell'erba degli interfilari con cadenza regolare per favorire la ventilazione delle piante e facilitare il lavoro degli addetti alla raccolta.
Si concludono con la fine del mese di luglio le operazioni di raccolta del mirtillo; lo stacco dei frutti deve essere effettuato con cadenza di 2-3 giorni. A raccolta ultimata, per evitare fenomeni di sofferenza e arresti di sviluppo vegetativo della pianta dovuti a mancanza d'acqua, è consigliabile continuare ad effettuare piccoli interventi irrigui distanziati di 10-15 giorni per tutto il mese di agosto. Ciò permetterà lo sviluppo e la completa maturazione dei rami fruttiferi utili nell'anno successivo.
Entro il mese di luglio si concludono le operazioni di raccolta della mora giapponese: questa specie produce delle piccole more di colore rosso brillante, leggermente appiccicose al tatto, ma dotate di sapore squisito. La raccolta, come avviene per il lampone, si deve effettuare con stacchi frequenti, a cadenza di 3-4 giorni, per evitare la cascola naturale dei frutti maturi.
Continua la raccolta del ribes che avviene attraverso il distacco del peduncolo quando all'interno del grappolo tutte le bacche sono uniformemente mature. Sono necessari almeno due o tre passaggi successivi per completare l'operazione. La raccolta va effettuata quando il grappolo è completamente asciutto per prevenire lo sviluppo di muffe e marciumi.
In questo periodo si effettua anche la raccolta del rovo senza spine i cui frutti si raccolgono ogni 4-5 giorni, per evitare la cascola di quelli maturi; la raccolta si esegue quando tutte le drupeole che compongono il frutto (la drupa) mostrano il tipico colore nero uniforme.
Particolare attenzione dovete prestare durante la raccolta dei frutti di uva spina: le lunghe ed aguzze spine presenti sui rami delle piante producono dolorose punture alle mani del raccoglitore inesperto. Effettuate, quindi, la raccolta con le mani protette da spessi guanti con passate distanziate di 5-6 giorni.


Specie da frutto minori. In luglio, in alcune zone, comincia la raccolta dei fichi veri o fòrniti; se volete venderne o regalarne, abbiate molta cura nello staccarli per evitare che si lacerino vicino al peduncolo.
Cercate di mantenere frequenti le irrigazioni di soccorso alle piante di kaki poiché la siccità estiva può determinare un'accentuazione della caduta dei frutticini e, più tardi, la spaccatura alla superficie dei frutti.
Nel mese di luglio devono essere eseguite un paio di lavorazioni incrociate del terreno con erpici rotanti nei noccioleti ove sia stata rilevata, in particolare nel Sud della Penisola, la presenza del maggiolino comune (Melolonta melolonta - VEDI FOTO I) per controllarne le popolazioni.
Il noce è soggetto agli attacchi della carpocapsa, esattamente come il melo ed il pero. La difesa va effettuata utilizzando il virus della granulosi (non classificato o irritante), attenendovi alle dosi riportate sulla confezione.
 

I- Nocciòlo. In Meridione è stata rilevata la presenza del maggiolino comune (Melolonta melolonta), contro il quale è utile eseguire delle lavorazioni incrociate del terreno

 
 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".

 

 


VignetoVigneto (uva da vino) Torna alla presentazione
 

Durante i mesi di luglio e di agosto nel vigneto si ha un rallentamento dell'attività vegetativa e con la fase di invaiatura (cambiamento di colore) gli acini assumono la colorazione tipica dell'uva che si avvia verso la maturazione. Le operazioni che si effettuano in questo periodo hanno lo scopo di favorire la completa maturazione dei grappoli e di facilitare la resistenza alle malattie.
Nel mese di agosto, poi, iniziano le prime vendemmie.


Mantenete regolata la chioma in accrescimento e garantite l'arieggiamento. La vegetazione dell'anno è ormai "impalcata" e sostenuta dai fili di ferro, e ha riempito gli spazi assegnati. In questi mesi (luglio e agosto), pertanto, occorre soltanto mantenere regolata la chioma in accrescimento per mezzo di alcuni interventi di potatura verde per garantire l'arieggiamento e la giusta insolazione della fascia dei grappoli e per limitare gli attacchi dei funghi parassiti.

Come effettuare le cimature e le sfogliature. Le cimature, cioè il taglio della parte terminale dei tralci, devono essere sospese almeno 15 giorni prima dell'invaiatura (cambiamento di colore) per consentire alla pianta di sviluppare le femminelle in vista della maturazione, dato che i nuovi germogli che si sviluppano in prossimità dell'inizio della maturazione garantiscono nuove foglie più efficienti. Tagli successivi, invece, obbligherebbero la pianta a ricreare la vegetazione perduta rallentando la maturazione. Solo nei vigneti molto vigorosi conviene ripetere la cimatura, per evitare l'eccessiva copertura dei grappoli, con relativo scarso arieggiamento e conseguente pericolo di marciumi. Sempre nei vigneti più vigorosi può essere prevista una drastica cimatura uno o due giorni prima della vendemmia per agevolare le operazioni di raccolta.
Con lo stesso criterio ci si deve muovere nella sfogliatura (VEDI FOTO L), cioè nell'eliminazione delle foglie basali al fine di aumentare l'aerazione dei grappoli e migliorare la loro esposizione al sole. È una pratica utilizzata soprattutto per le uve a bacca rossa, alle quali garantisce un migliore accumulo di polifenoli, ma il suo uso deve essere attentamente ponderato negli ambienti più caldi, poiché l'improvvisa esposizione al caldo sole estivo può causare scottature all'epidermide degli acini.
Per le uve a bacca bianche, invece, la sfogliatura è utilizzata soprattutto negli ambienti più freschi e umidi al fine di garantire soprattutto la sanità dei grappoli.
 

L- Nei vigneti più soleggiati massima cautela deve essere adottata per l'operazione di sfogliatura (che consiste nell'eliminazione delle foglie basali): in particolare nel lato rivolto a sud e ad ovest i grappoli più esposti possono subire forti danni da calore (nel particolare)


Fino al momento dell'invaiatura, è possibile intervenire con il diradamento dei grappoli per equilibrare la produzione ed eliminare eccessi produttivi indesiderati.
Il diradamento in epoca più avanzata è invece indicato nelle varietà a grappolo compatto, poiché l'asportazione in questa fase di parte del prodotto limita l'accrescimento eccessivo dei grappoli rimasti, riducendo i pericoli di spaccatura degli acini in fase di maturazione e di formazione di marciumi.
L'eliminazione dei grappoli deve partire da quelli più distanti dalla base del tralcio, poiché si sono sviluppati dopo quelli basali e maturano più tardi. Nei vigneti che producono uve di alta qualità si lascia un solo grappolo per germoglio, preferendo quello basale.
Evitate di diradare i grappoli dopo l'invaiatura, poiché dopo questo stadio non si ottiene un miglioramento delle caratteristiche qualitative dei grappoli rimasti, ma solo una diminuzione complessiva della produzione.


Eliminate le piante colpite da flavescenza dorata e malattie del legno. Nelle zone in cui si è diffusa la flavescenza dorata in questi mesi sono ormai evidentissimi i sintomi di tale malattia: in questi casi conviene eliminare completamente le piante colpite, che comunque sono destinate a soccombere, allo scopo di ridurre al minimo la fonte di inoculo e la possibilità di contagio. Sempre per ridurre il rischio di diffusione in campo conviene tagliare anche le piante colpite da malattie del legno (mal dell'esca ed eutipiosi), che in questo periodo di caldo non riescono più a garantire la circolazione della linfa e si seccano completamente; in questo caso il legno deve essere allontanato e distrutto. 

Tenete sotto controllo lo sviluppo delle erbe infestanti. In genere il caldo estivo limita l'accrescimento delle erbe infestanti, ma in taluni ambienti più freschi può essere necessario intervenire con un ultimo sfalcio nell'interfilare, anche per preparare l'ingresso delle macchine e degli operatori al momento della vendemmia.

Intervenite negli ambienti caldi e siccitosi con irrigazioni di soccorso. In questo periodo negli ambienti caldi e siccitosi, soprattutto nei terreni di collina, si rende spesso necessario intervenire con l'irrigazione di soccorso. Lo stato di stress delle piante si valuta empiricamente osservando il comportamento delle piante stesse e la comparsa di ingiallimenti o appassimenti delle foglie basali di ogni germoglio.
Nei vigneti che raramente presentano fenomeni di siccità si può operare con impianti di irrigazione mobili o allestiti al momento, ma nei vigneti nei quali la necessità di irrigare si ripresenta ogni anno è bene prevedere l'installazione di un impianto fisso di irrigazione. Le moderne tendenze irrigue mirano a raggiungere i seguenti scopi: evitare la sofferenza della pianta durante le delicate fasi di ingrossamento degli acini e di invaiatura (cambiamento di colore), mantenendo una giusta umidità del terreno; ridurre i consumi d'acqua e di energia; ridurre i costi di impianto e di manodopera.
Il sistema che meglio si presta al raggiungimento di questi obiettivi è la microirrigazione, cioè la distribuzione localizzata dell'acqua in ridotte porzioni di terreno utilizzando basse portate, lunghi orari di distribuzione e turni brevi di adacquamento (pochi giorni di intervallo tra un intervento e l'altro durante la fase più critica). L'utilizzo di bassi volumi di acqua e di basse pressioni permette di avvalersi di modeste fonti di approvvigionamento d'acqua e consente di utilizzare anche acque leggermente salmastre; il metodo di irrigazione sotto chioma, inoltre, non influenza la difesa dalle malattie fungine e la distribuzione dei fitofarmaci, poiché non bagna la vegetazione e, infine, l'impianto può essere utilizzato per la distribuzione dei fertilizzanti. Il posizionamento delle condotte e la distribuzione dei microirrigatori - a goccia o a spruzzo (che a loro volta possono essere statici o dinamici) - vanno valutate in base al tipo di terreno e alla conformazione del vigneto.

Preparativi per la vendemmia. Con il completamento dell'invaiatura (cambiamento di colore), che ha durata variabile a seconda della stagione (tende infatti ad allungarsi in caso di sofferenza per mancanza d'acqua), si possono iniziare i campionamenti delle uve per controllarne la maturazione. La raccolta dei campioni deve iniziare almeno tre-quattro settimane prima della data presunta di vendemmia. I campioni vanno pigiati in laboratorio per ottenerne il mosto destinato alle seguenti analisi: valutazione del grado zuccherino (il tenore zuccherino aumenta con l'avanzare della maturazione e si esprime in gradi Brix o Babo a seconda della scala utilizzata); calcolo dell'acidità totale (diminuisce con l'avanzamento della maturazione); misurazione del pH (i valori di pH aumentano con il progredire della maturazione).

Per tutto il mese di luglio, se dovesse piovere, intervenite ancora contro la peronospora. Se avete effettuato un adeguato controllo della peronospora (VEDI FOTO M) nei mesi scorsi, e quindi non avete infezioni in atto in grado di originare infezioni secondarie, la possibilità di avere attacchi pericolosi in questo periodo è limitata. Tuttavia, almeno per tutto il mese di luglio, è meglio intervenire ancora se dovesse piovere. Trattate allo scadere del tempo di incubazione, in base al CALENDARIO (clicca QUI per visualizzarlo), con ossicloruro di rame-20 (non classificato), attenendovi alle dosi riportate sulla confezione, oppure con poltiglia bordolese-20 (non classificato o irritante), attenendovi alle dosi riportate sulla confezione.

M- Infezione di peronospora su un grappolo

 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

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Piccoli allevamentiPiccoli allevamenti Torna alla presentazione

Anatra e oca. In questi mesi di luglio e agosto le anatre stanno raggiungendo la maturità e il pascolo deve garantire le condizioni ottimali per il loro ingrasso. Ideale è che gli animali abbiano la possibilità di accedere a corsi d'acqua, ma è necessario mettere a loro disposizione anche zone asciutte per il riposo. Le anatre, in questo periodo, devono essere alimentate a volontà fin dalle prime ore del mattino (in questo modo favorirete un'abbondante produzione di carne di ottima qualità). Possono essere utilizzate mangiatoie a tramoggia, da riempire settimanalmente. Una miscela aziendale con un tenore proteico ideale del 18% può essere realizzata con mangime per pulcini e mais in parti uguali. Tutte le anatre, inoltre, devono sempre avere a disposizione una rastrelliera con erbe e verdure fresche.
In questo periodo è possibile iniziare un nuovo ciclo di allevamento di oche e, data la bella stagione, già pochi giorni dopo l'arrivo in azienda possono essere liberate al pascolo. È importante, però, ambientare in modo graduale i giovani animali all'ambiente esterno: il primo giorno, se c'è bel tempo, le oche vanno liberate al pascolo per 2-3 ore nel momento più caldo della giornata; il secondo giorno 4-5 ore e il terzo giorno 6-7 ore. Dopo 4-5 giorni gli animali possono restare al pascolo per l'intera giornata (VEDI FOTO N). Ai soggetti di nuovo acquisto somministrate, all'arrivo in azienda, solo acqua fresca e distribuite la miscela, nel pomeriggio del giorno seguente, dopo che gli animali si sono reidratati e ambientati. Una miscela aziendale bilanciata nelle prime 8-10 settimane di vita degli animali può essere formata per l'80% da un mangime per pulcini, e per il 20% da cereali aziendali. La miscela deve essere sempre a disposizione.
 
N- Oche. Dopo 4-5 giorni di ambientamento le ochette del nuovo ciclo possono rimanere al pascolo per l'intera giornata

Colombo. In agosto gran parte dei colombi sono in muta e quindi in pausa riproduttiva e solo qualche coppia eccezionale continua a deporre. Se possibile, in questo periodo vi consigliamo di procedere alle pulizie delle attrezzature (soprattutto delle cassette nido che vanno accuratamente raschiate e pulite), della colombaia e della voliera. Terminate le operazioni di pulizia, e dopo un periodo di almeno due settimane senza animali (il cosiddetto "vuoto sanitario"), sul pavimento della colombaia viene ripristinata la lettiera di truciolo di legno e vengono reintrodotte le attrezzature (abbeveratoi, mangiatoie, ciotole, ecc.). Mettete a disposizione dei colombi una vasca per il bagno quotidiano.
Gli ingredienti delle miscele di granaglie adatte per il periodo estivo sono: mais 20%, piselli 20%, frumento 25% e sorgo 35%. Chi utilizza mangiatoie "a cafeteria" (nelle quali i semi sono separati) deve solo controllare periodicamente il consumo di cereali e riempire gli scomparti vuoti con mais, piselli, frumento e sorgo. Durante la muta è necessario che il colombo disponga di maggiori quantità di proteine, grit (sali minerali) e verdure.
In luglio e agosto le zanzare diffondono il virus del vaiolo. Si tratta di una malattia molto contagiosa che si manifesta, sia negli adulti che negli animali giovani, con pustole crostose di colore marrone presenti sulle parti scoperte della pelle. Per prevenire la malattia occorre innanzitutto attuare una lotta contro le zanzare, applicando anche delle reticelle sottili sui telai delle finestre della colombaia. Si raccomanda anche di praticare la vaccinazione di tutti i riproduttori (tramite puntura alare) nel periodo primaverile (occorre rivolgersi al veterinario).

Gallina e pollo. In questo periodo le galline sono in pausa riproduttiva o stanno terminando la deposizione. Si consiglia di mantenerle in riproduzione per 2 o 3 anni al massimo e a fine carriera di destinarle alla mensa. Non fate mancare acqua sempre fresca e pulita e il libero accesso al pascolo (VEDI FOTO O). Assicuratevi inoltre che nel pascolo siano presenti ambienti ombreggiati da alberi, siepi e arbusti dove gli animali possno riposare durante le ore centrali della giornata. In questo periodo somministrate alle galline la seguente miscela alimentare di riposo: mangime per pulcini 40%, mais e altri cereali aziendali 30%, crusca di frumento 30%. Oltre alla razione alimentare, non bisogna far mancare erbe e verdure da distribuire nelle apposite rastrelliere.
 

O- Galline. Non fate mancare acqua sempre fresca e pulita e il libero accesso al pascolo


In questo periodo i polli sono al pascolo sin dal primo mattino. Con l'avanzare delle ore gli animali cercano zone ombreggiate per difendersi dal calore estivo. È necessario pertanto che il pascolo sia provvisto di cespugli o zone alberate per proteggere gli animali dai raggi solari. In mancanza di zone con ombra naturale si consiglia di realizzare delle tettoie provvisorie con rete ombreggiate.
È questo il momento di occuparsi dell'ingrasso dei polli. Allo scopo è utile somministrare a volontà una miscela alimentare costituita per metà da mais e cereali aziendali e per metà da un mangime per pulcini al 23% di proteine. La miscela deve essere disponibile dalle prime ore del mattino fino a tarda sera. I polli devono inoltre avere sempre a disposizione una rastrelliera con erbe e verdure fresche.
 

Coniglio. In questo periodo, caratterizzato anche da una diminuzione dell'attività riproduttiva dei conigli, è utile dedicarsi alla pulizia della lettiera che si è formata sotto le gabbie. In agosto asportate dunque la lettiera permanente che si è accumulata negli scorsi mesi e procedete alla formazione della nuova lettiera, dopo aver pulito e imbiancato il pavimento, le pareti e il soffitto della conigliera con "latte di calce".
Il coniglio soffre molto a causa delle elevate temperature e per tale motivo in questa stagione i soggetti stanno sdraiati durante il giorno e bevono molta acqua. Per proteggere la conigliera dal caldo vi consigliamo di ombreggiare le finestre e di tenerle socchiuse durante il giorno (durante la notte possono invece rimanere aperte).
L'acqua di bevanda deve essere sempre disponibile e fresca. Curate con particolare attenzione l'alimentazione degli animali e soprattutto la somministrazione dell'acqua di bevanda che deve sempre essere disponibile e fresca. Tenete presente che la sensazione di sete dipende molto dal tipo di alimenti somministrati; per esempio, con un'alimentazione esclusivamente a base di pellettato il bisogno di acqua aumenta, mentre con la somministrazione di foraggi freschi diminuisce il consumo del liquido.
In questi mesi caldi tenete sotto controllo le mastiti e la mixomatosi. In questo periodo estivo le coniglie continuano ad allattare anche se le condizioni ambientali, determinate dal caldo, non sono favorevoli. Per le migliori fattrici, le più soggette a stress, tenete sotto controllo l'eventuale insorgenza di mastiti. Queste infezioni determinano la formazione di ascessi su uno o più capezzoli con mammelle che si presentano calde, gonfie, dure e dolenti al tatto. Le coniglie colpite tendono ad abbandonare la nidiata. Una corretta prevenzione prevede il mantenimento di buone condizioni igieniche nell'allevamento. In caso di insorgenza di mastiti è sempre consigliabile rivolgersi al veterinario.
Ricordate di far vaccinare i conigli contro la mixomatosi (i soggetti all'ingrasso vengono vaccinati a 30 e a 70 giorni).
 

Maiale. Durante questi mesi estivi i maiali all'ingrasso devono poter usufruire del pascolo e di una pozza d'acqua per i "bagni di fango" (VEDI FOTO P), che rinfrescano e proteggono gli animali dagli insetti. I maiali acquistati a fine inverno e destinati a essere sacrificati nel prossimo dicembre hanno raggiunto il peso medio di 90-100 kg. Da un'alimentazione a volontà vi consigliamo di passare a un'alimentazione razionata di circa 3 kg al giorno di cibo. Una miscela aziendale equilibrata può essere realizzata con cereali mescolati a un nucleo commerciale per suini al 23-25% di proteine nelle seguenti proporzioni: cereali aziendali 60%, nucleo commerciale 30%, cruschello di grano 10%.    
 

P- Maiali. Durante questi mesi estivi i maiali all'ingrasso devono poter usufruire del pascolo e di una pozza d'acqua per i "bagni di fango", che rinfrescano e proteggono gli animali dagli insetti

Pecora e capra. In agosto le giornate iniziano gradualmente ad accorciarsi e le capre manifestano i primi calori (la loro ovulazione è stimolata proprio dal calo delle ore di luce). Da metà agosto introducete quindi il maschio nel gregge e segnatevi le date degli accoppiamenti (VEDI FOTO Q).
 

Q- Capre. Da metà agosto introducete il maschio nel gregge e segnatevi le date degli accoppiamenti) per verificare, tre settimane più tardi, eventuali ritorni di calore, e per conoscere la data indicativa del parto (avviene dopo 5 mesi dall'accoppiamento

In questi mesi caldi fate in modo che tutti gli animali abbiano una sufficiente zona di riposo ombreggiata e consentite l'accesso al pascolo nelle ore più fresche della giornata. L'acqua non deve mai mancare e tutti i giorni va verificato il corretto funzionamento degli abbeveratoi. Nel mese di luglio curate l'alimentazione dei maschi che userete per gli accoppiamenti. Gli animali che pesano più di 70 kg devono ricevere 1 kg al giorno di mangime, oltre che foraggio a volontà.
Negli allevamenti di pecore da latte la lattazione è ormai finita e gli animali vanno posti in asciutta. Nei giorni che precedono l'ultima mungitura non permettete agli animali l'uscita al pascolo e nutriteli solo con foraggio di scarsa qualità, in modo che anche i soggetti più produttivi cessino completamente di fornire latte.
Negli allevamenti di pecore da carne gli animali si preparano per i parti autunnali ed è importante in questo periodo evitare a essi gli stress tipici della stagione: caldo sete, ecc. Se possibile, fate in modo che il gregge possa pascolare nelle ore più fresche della giornata (dal tramonto al mattino - VEDI FOTO R), garantendo agli animali, nelle ore più calde, una zona ombreggiata e acqua fresca in abbondanza.
Se gli animali hanno a disposizione un sufficiente pascolo, può bastare, una volta al giorno, la somministrazione di una piccola quantità di mangime solo allo scopo di richiamarli per controllarli e verificare il loro stato di salute. Gli animali giovani necessitano invece della somministrazione, oltre che di foraggio fresco o essiccato, anche di un mangime specifico o di una miscela di cereali costituita da mais, orzo e soia.

R- Pecore. Se possibile, lasciate al gregge la possibilità di pascolare nelle ore più fresche della giornata (dal tramonto al mattino)


Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".

 


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