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L'Informatore Agrario
Sommario rivista Approfondimento
   
45
 17-23 Nov.

  2006
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Speciale pero Speciale pero

Pero: più qualità, minori costi e nuovi mercati

- Una coltura ancora remunerativa, ma...
- Vocazionalità dei suoli dell’Emilia-Romagna
- A quasi 10 anni dalle epidemie di colpo di fuoco batterico
- Tolleranza al rame nel suolo

La coltivazione del pero mostra ancora margini di redditività, quanto meno nelle zone vocate e nelle aziende migliori. Occorre continuare a perseguire il miglioramento delle caratteristiche qualitative e, contemporaneamente, valorizzare commercialmente il prodotto. È importante inoltre «alzare lo sguardo», non puntando tutto sul Vecchio continente in cui la produzione italiana continua, anche se lentamente, a perdere quote di mercato, ma individuando nuovi mercati già pronti a offrire interessanti possibilità di collocamento del nostro prodotto.
E di vocazionalità dei suoli alla coltivazione del pero parliamo in questo Speciale, così come degli effetti dell’accumulo di rame nel terreno, tornando dopo qualche anno a riparlare di colpo di fuoco batterico (agente Erwinia amylovora) non per una recrudescenza della malattia, ma per riaffermare la possibilità di convivere con essa adottando una opportuna agrotecnica che preveda, in primis, l’eliminazione delle fioriture secondarie

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