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L'Informatore Agrario
Sommario rivista Approfondimento
29
 18 - 24 Lug.

  2008
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Attualità, L'Informatore Agrario POLITICA

A Bologna scoppia la guerra del Caip

Coldiretti contro tutti.
Il Consorzio agrario di Bologna e Modena si è clamorosamente spaccato: da una parte il presidente Pancaldi con la Coldiretti, dall’altra tutti gli altri con scambi di accuse pesanti.


È da tempo ormai che la guerra tra la Coldiretti e le altre Organizzazioni professionali va avanti neanche tanto sottotraccia: scelte diverse, prese di posizione contrarie (comprese manifestazioni contro ministri della politiche agricole in casa loro), ma mai una frattura diretta ed evidente. Oggi siamo arrivati allo scontro vero e proprio.
Il terreno di gioco è il Consorzio agrario interprovinciale di Bologna e Modena (Caip), ma le regole del gioco non ci sono: valgono anche i colpi bassi. E infatti, temendo colpi di mano, il presidente del Caip, Marco Pancaldi, già presidente provinciale Coldiretti, ha piazzato un paio di guardie giurate davanti alla direzione del Consorzio. Entrano solo gli autorizzati.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’adesione di Assocap, l’Associazione nazionale dei Consorzi, presieduta dallo stesso Pancaldi, alla Coldiretti lasciando di stucco tutti gli altri, soprattutto Confcooperative, che aveva ospitato nella sede nazionale gli uffici di Assocap. Un’operazione presa molto male dai consiglieri del Consorzio bolognese di estrazione Cia, Confagricoltura e Copagri, che da oltre un anno avevano rapporti molto tesi con il presidente, anche se in apparenza tutto sembrava filare in perfetta armonia: poco più di un mese fa è stato approvato un bilancio che per la prima volta dopo anni presentava degli utili.
Ma l’evidente forzatura di Pancaldi, si sono detti in Cia, in Confagricoltura e in Copagri bolognesi, non poteva essere trascurata. E così i consiglieri hanno richiesto la convocazione di un consiglio d’amministrazione che avesse al primo punto l’esame della vicenda Assocap e al secondo punto la messa in discussione del presidente con la richiesta delle sue dimissioni.
Come tutta risposta Pancaldi ha avviato a tamburo battente una raccolta di firme tra i coldiretti per chiedere un’assemblea straordinaria per il rinnovo delle cariche (che sarebbero scadute naturalmente nel maggio 2010). L’assemblea è prevista per il 17 luglio. Ma i consiglieri Confagricoltura e Cia hanno impugnato la convocazione affermando che, secondo lo statuto, deve essere il Consiglio di amministrazione a convocare l’assemblea e non il presidente. Così il vicepresidente, Romano Bertuzzi, ha convocato l’8 luglio un cda che ha dichiarato l’illegalità dell’assemblea del 17 luglio.

La difesa di Pancaldi
Pancaldi risponde di aver agito nella massima correttezza istituzionale e si affida agli avvocati, oltre che ai vigilantes. Avvocati in campo anche dall’altra parte.
Quindi in tutto questo fragore d’armi c’è una certezza: chiunque esca vincitore dall’assemblea sarà immediatamente contestato dagli sconfitti a suon di citazioni e carte bollate. Con tanti saluti alla gestione unitaria e solidale del Consorzio bolognese-modenese, che andrà comunque in frantumi.
I presidenti di Confagricoltura Bologna, Antonio Caliceti, e della Cia, Gian Luca Cristoni, sono concordi nell’affermare che i margini di trattativa sono ormai inesistenti. Sembra che sia stato proposto un accordo: presidenza a un esponente Coldiretti, ma via Pancaldi. Da Palazzo Rospigliosi è arrivato un secco no e si andrà alla conta.
Il clima è arroventato e siamo ormai arrivati agli appelli ai soci a suon di pagine a pagamento sui quotidiani locali. Da parte sua Pancaldi è tranquillo. La macchina organizzativa della Coldiretti è in movimento con la sua proverbiale efficienza e si prepara a issare il vessillo bianco-giallo sugli impianti di via Mattei.
Ma anche sull’altro fronte la mobilitazione è forte, con la speranza segreta che gruppi di Coldiretti rompano il fronte. Il presidente Pancaldi rimanda la palla nel campo avversario e si dice vittima di un complotto politico diretto a escludere la Coldiretti dal Caip. E l’adesione a freddo di Assocap alla Coldiretti? Pancaldi risponde che i soci bolognesi del Caip non hanno alcun titolo a occuparsi di Assocap. E, per quanto riguarda l’adesione dell’associazione nazionale alla Coldiretti, lo stesso Pancaldi la mette così: «I Consorzi sono cooperative, afferma, ma cooperative anomale che esigono una legislazione particolare. In principio si pensava di far confluire i Consorzi in Confcooperative, ma in seguito ci si è accorti che per rafforzare le strutture con mezzi economici e con una normativa speciale era più adatta la Coldiretti. La nostra adesione alla Coldiretti, conclude Pancaldi, non è onerosa, così come l’uso degli uffici. E neppure i rappresentanti di Confagricoltura si sono opposti».
Sembra evidente che Bologna sia stata scelta come banco di prova per lo scontro Coldiretti-resto del mondo agricolo. Dall’esito dipenderà probabilmente il grado di conflittualità futura tra le Organizzazioni professionali.
Intanto, come primo risultato dello scontro bolognese, si registra un ulteriore avvicinamento tra Cia e Confagricoltura nazionali. Già in questi giorni si sono svolti incontri per approfondire temi e iniziative comuni. Non è certo in vista una fusione, ma l’esigenza di far fronte comune potrebbe avere risultati fino a oggi non previsti.
 

Sommario rivista Marco Montaguti


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