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2008 |
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POLITICA
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Conclusa l’operazione crediti Inps |
Successo della ristrutturazione.
L’accordo firmato con le banche chiude positivamente una iniziativa che ha
consentito agli agricoltori di regolarizzare la propria posizione
previdenziale.
Il ministro delle politiche agricole Paolo De Castro ha reso noti nel corso
di un conferenza stampa congiunta con il suo collega del lavoro Cesare
Damiano i numeri relativi all’operazione di ristrutturazione dei crediti che
l’Inps vanta dagli agricoltori.
Due banche, Unicredit e Deutsche Bank, sono intervenute impegnandosi a
rilevare dalla società di cartolarizzazione Scci i crediti purché fosse
raggiunta una soglia minima di recupero in un primo tempo fissata a 583
milioni di euro, poi ridotta. Questa cifra «minima» è pari al 30% dei circa
2 miliardi di arretrati che gli agricoltori morosi devono all’Inps.
Gli agricoltori per i quali l’Inps ha emesso un documento con il quale si
certifica il saldo del debito (ridotto al 30%) sono 48.000 su 56.000
posizioni aperte. È stato inoltre deciso – ha reso noto il ministro – «uno
scivolamento di alcuni mesi» per completare l’iter di quelle domande che
tecnicamente risultano incomplete. Il termine precedente per la
certificazione dei pagamenti presso notai e avvocati era fissato al 25
febbraio.
L’obiettivo – ha precisato De Castro – è giungere al più alto numero di
recuperi, tanto che nella revisione del decreto legislativo 102 c’è una
norma che semplifica l’ottenimento delle fideiussioni.
Tuttavia – ha avvertito il ministro ricordando che con questa operazione lo
Stato italiano ci guadagna – più tempo passa più le facilitazioni previste
diminuiscono. Dietro l’angolo c’è il rischio, per chi non vuole pagare, di
un recupero forzoso da parte di Equitalia, la società di riscossione del
denaro pubblico, e soprattutto l’impossibilità di ottenere il Documento
unico di regolarità contributiva (Durc), ormai indispensabile.
Il sistema messo a punto da Inps, Unicredit e Deutsche Bank nel novembre
2006 prevedeva che, maggiori fossero state le adesioni all’operazione,
minore sarebbe stata la cifra percentuale che gli agricoltori avrebbero
dovuto pagare.
Alla riuscita dell’operazione hanno contribuito le organizzazioni
professionali agricole alle quali De Castro ha dato atto di aver profuso
grande impegno nel concretizzare quella che egli ha definito «la più
importante ristrutturazione fatta nella storia italiana». E proprio i
rappresentanti di Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Copagri il 13 marzo
hanno sottoscritto, a nome degli agricoltori che hanno aderito, l’accordo
tra le banche e la Scci, la società detentrice dei crediti.
Anche l’Inps e le banche hanno messo a disposizione tutte le proprie
strutture per realizzare l’operazione. Il direttore generale dell’Inps,
Vittorio Crecco, ha affermato che «quando c’è la volontà politica queste
operazioni sono possibili».
Voucher vendemmia al via
Questo intervento – ha osservato il ministro del lavoro Cesare Damiano – è
una delle tre eredità , «forse storiche», del Governo Prodi.
Gli altri riguardano la riforma degli ammortizzatori sociali e il voucher
sperimentale per permettere a studenti e pensionati di poter compiere
legalmente lavori relativi alla vendemmia.
Con questo sistema alle aziende basta registrarsi una tantum all’Inps,
acquistare i buoni e consegnarli poi di volta in volta ai lavoratori.
Il tetto massimo che gli imprenditori possono utilizzare per questa nuova
forma di lavoro è di 10.000 euro, mentre ciascun lavoratore non può ricevere
più di 5.000 euro.
Il ministro del lavoro ha sottolineato che il lavoro di squadra compiuto con
il suo collega De Castro ha permesso di raggiungere importanti risultati
anche per quanto riguarda il recupero di denaro per prestazioni Inps
collegate a prestazioni di lavoro fittizie: nel 2005 sono stati recuparati
72,5 milioni di euro; nel 2006 267,5 milioni di euro e nel 2007 234 milioni
di euro.
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