mensile agricoltura, mensile specializzato agricoltura, rivista specializzata agricoltura, libri agricoltura, informazioni agricoltura italiana, normativa agricoltura

mensile agricoltura, agricoltura, informazioni agricoltura, riviste agricoltura  
informazioni agricoltura, normativa agricoltura, riviste agricoltori
 
   
Home Riviste   L'Informatore Agrario   Vita in Campagna   Mad   Origine   Politica Agricola Internazionale  

elenco prodotti in vendita
n°prodotti: 0
Totale: E. 0,00
cassa

chi siamo





rivista mensile agricoltura, rivista specializzata agricoltura, notizie agricoltura, informazioni agricoltura, mensile agricoltura, normativa agricoltura, agricoltura italiana regionale, agricoltura biologica, informazioni ministero dell’agricoltura, leggi agricoltura, normativa comunitaria agricoltura, provvedimenti agricoltura


L'Informatore Agrario
Sommario rivista Approfondimento
L'informatore Agrario - settimanale
L'Informatore Agrario - logo
11
 14 - 20 Mar.

  2008
segnala ad un amico  invia ad un amico    scrivi un commento alla redazione  scrivi alla redazione


Attualità, L'Informatore Agrario

Le priorità di Coldiretti per il Governo che verrà

Intervista a Sergio Marini.
In vista delle prossime elezioni politiche l’organizzazione agricola ha messo a punto un documento che contiene le richieste al mondo politico per la prossima Legislatura, incentrate sul rafforzamento delle imprese agricole e sulla tutela del prodotto italiano.



S. Marini - Informatore AgrarioA meno di un mese dalle elezioni politiche l’attenzione di giornali e televisioni sembra essere concentrata più sui candidati in lista che sui programmi delle varie formazioni. E se dei programmi si parla poco in generale, figuriamoci di quelli che riguardano l’agricoltura, che da anni finisce in prima pagina solo quando c’è da parlarne male, spesso a torto.
L’agricoltura, in effetti, è l’unico settore di cui i principali schieramenti politici parlano espressamente con impegni sull’etichettatura obbligatoria degli alimenti, sui mercati gestiti direttamente dagli agricoltori, sulla riduzione dei costi e sugli incentivi fiscali.
La Coldiretti ha messo a punto nei giorni scorsi un documento intitolato «Coldiretti per il rilancio dell’Italia – Quattro proposte per l’intera legislatura» che sarà il punto di riferimento per valutare gli impegni e i programmi dei partiti. Di tutto questo abbiamo parlato con il presidente dell’organizzazione agricola Sergio Marini.

Presidente Marini, qual è la «filosofia» che sta alla base del vostro documento?
Siamo partiti dal presupposto che l’agricoltura che vogliamo è quella che vogliono i cittadini. Il nostro settore avrà un futuro solo se sarà capace di rispondere alle domande e alle aspettative degli italiani.
È cambiato qualcosa negli ultimi anni?
Certamente. Il ruolo dell’agricoltura è diventato centrale non solo per quanto riguarda la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente, ma anche per la quantità di ciò che produce. Oggi per molte produzioni di base, come ad esempio i cereali, i magazzini sono vuoti, l’offerta non riesce a tenere il passo della domanda e di conseguenza aumentano i prezzi.
Quindi come bisognerebbe intervenire?
Semplificando, possiamo dire che i filoni di intervento sono sostanzialmente due: da una parte occorre rafforzare le imprese agricole nella loro capacità di produrre, sia dal punto di vita qualitativo, che quantitativo; dall’altra bisogna impegnarsi nella difesa a tutto campo del prodotto italiano, della sua identità e della sua sicurezza.
Cominciamo dall’impresa agricola. Di cosa ha più bisogno per crescere?
Il campo è ovviamente molto vasto, ma Coldiretti ha individuato alcuni punti fondamentali. Al nuovo Governo, qualunque sia, chiediamo di ridurre il carico burocratico che grava sulle aziende, che non solo costituisce un costo ma spesso ne pregiudica l’attività, potenziando gli strumenti esistenti che regolano il rapporto tra impresa e Pubblica amministrazione.
Occorre poi che le agevolazioni fiscali che ogni anno sono oggetto di proroga vengano definitivamente stabilizzate: parlo, ad esempio, dell’azzeramento delle accise sui carburanti e dell’introduzione dei ticket per i lavoratori agricoli.
Anche i Consorzi agrari dovrebbero essere potenziati, con l’obiettivo di attivare economie di scala che possano aiutare le aziende a contenere i costi dei fattori produttivi.
La scorsa settimana il presidente dell’Anbi Massomo Gargano ha lanciato da queste stesse colonne l’ennesimo allarme per quanto riguarda le risorse idriche.
Un altro aspetto fondamentale, che non interessa solo l’agricoltura, è proprio quello delle infrastrutture, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo dell’acqua: serve un piano concreto per aumentare gli invasi, migliorare l’efficienza della rete distributiva oltre che degli impianti di irrigazione.
Se non si interverrà concretamente in questo campo andremo inevitabilmente incontro a situazioni ingestibili: è evidente che alle prese con un’emergenza, di fronte alla scelta tra uso potabile e uso irriguo si privilegia il primo, ma questo vorrebbe dire mettere tante aziende agricole nell’impossibilità di coltivare, con conseguente scarsità di prodotto e ulteriore aumento dei prezzi.
Quello dei prezzi dei prodotti alimentari è un tema di grande attualità in questi mesi.
Sicuramente, ma è anche un argomento sul quale non si dice tutto. È vero che il prezzo del grano è aumentato ma è in linea con i valori internazionali, mentre i costi di coltivazione sono quelli nazionali, più alti degli altri Paesi. E comunque nella formazione del prezzo dalla produzione al consumo c’è qualcosa che non funziona perché la forbice tra il prezzo all’origine e quello sullo scaffale è sempre più ampia. La nostra proposta è di dimezzare le intermediazioni e i troppi passaggi dei prodotti agricoli dal campo alla tavola, favorendo forme di aggregazione e partecipazione dell’impresa agricola nella fase di trasformazione e distribuzione dei prodotti agroalimentari.
Un discorso che ci porta a parlare dei farmers market.
Infatti: secondo Coldiretti bisognerebbe realizzare almeno un mercato contadino in ogni comune. Intendiamoci, sappiamo benissimo che non bastano i farmers market a risolvere tutti i problemi, ma certamente la presenza di queste strutture stimolerebbe la riorganizzazione della filiera.
Non si può tuttavia prescindere, dove serve, da un processo di ricomposizione della filiera: più trasparenza, più concorrenza e meno passaggi. E un rapporto nuovo e diverso va costruito anche con la distribuzione commerciale presente in Italia, per garantire spazio sugli scaffali al vero prodotto made in Italy.
Va anche detto, comunque, che nella formazione del prezzo finale un ruolo centrale ce l’ha il costo di produzione: se tutti i fattori produttivi aumentano non si può chiedere che a farsene carico sia solo l’agricoltore.
Sempre in tema di prezzi, effetti positivi per l’agricoltura potrebbero venire dal disaccoppiamento degli aiuti comunitari.
Sulla necessità di scegliere questa strada noi abbiamo sempre insistito. L’introduzione nella nuova pac del disaccoppiamento avrà come effetto un maggiore potere contrattuale degli agricoltori nel rapporto con l’industria. Occorre insistere su questa strada con investimenti finalizzati a semplificare la filiera, non a mantenerla com’è, inefficienze comprese.
Veniamo al secondo punto del vostro documento: qualità, identità, sicurezza e salute, più cibo italiano in tavola.
Sono temi che stanno a cuore non solo a noi ma a tutti i cittadini. Il made in Italy è un patrimonio che va difeso sia a livello nazionale che internazionale. Per quanto riguarda il nostro Paese, chiediamo la piena applicazione della legge 204/2004 per l’etichettatura di origine obbligatoria per tutti i prodotti e il potenziamento dei controlli contro frodi, sofisticazioni e importazioni illegali.
L’identità dei nostri prodotti, e quindi dei territori da cui provengono, deve poi essere difesa in campo internazionale, dove esiste un mercato di falsi prodotti italiani stimato in 50 miliardi di euro.
Devo dire che da questo punto di vista in campo europeo abbiamo lavorato male, si poteva fare molto di più, seguendo l’esempio di altri grandi Paesi produttori, come la Francia, che non ha abbassato la guardia nella difesa dei propri interessi.
Sul tema della qualità e della garanzia dell’origine bisognerebbe che anche l’industria alimentare italiana capisse che il marchio da solo non può essere sufficiente se dietro non c’è un prodotto legato al territorio. I nostri marchi possono venire comprati, ne abbiamo già tanti esempi, la nostra tradizione e la nostra qualità no, ed è su queste che dobbiamo puntare.
Nelle proposte di Coldiretti per la prossima Legislatura ci sono altri aspetti, ad esempio quelli ambientali.
Per avere un territorio più pulito, più bello e di conseguenza anche più competitivo l’agricoltura può dare un apporto fondamentale, non solo con la cura dell’ambiente che la stessa presenza degli agricoltori garantisce, ma anche contribuendo ad alleggerire il problema dei rifiuti. Con la raccolta differenziata i rifiuti organici possono essere trasformati in compost e usati come fertilizzanti, migliorando la fertilità del terreno e riducendo le emissioni di CO2 nell’aria.
Ma è necessario anche un sano realismo di fronte ai troppi dettagli burocratici che costano tempo e denaro alle imprese senza aggiungere niente dal punto di vista ambientale.
Anche il potenziamento delle misure agroenergetiche avrebbero effetti positivi per tutti, ad esempio favorendo lo sviluppo di impianti di piccole dimensioni e a basso impatto ambientale.
Non dimentichiamoci di una cosa: dopo il 2013 dovrà essere ridiscusso tutto l’impianto della pac: per giustificare agli occhi dei cittadini europei il sussistere di finanziamenti all’agricoltura sarà sempre più importante «rilegittimare» l’attività delle imprese agricole sotto l’aspetto ambientale.

 

Sommario Alberto Andrioli


la ricerca

trova 
Abbonamenti 30-31 Marzo
1 Aprile


Italpollina Italpollina


Quality Seeds


Valagro Valagro


OIGA OIGA


Leaderform - Direct marketing & business communication Direct marketing
&
business communication


Abbonamenti Abbonamenti
2012


Regala un abbonamento - Ed. Informatore Agrario Regala
un abbonamento...


Newsletters - Ed. L'Informatore Agrario Newsletters
ISCRIVITI ORA!



© 2012 Tutti i diritti riservati - Edizioni L'Informatore Agrario S.r.l.